L'iniziativa
mercoledì 11 Marzo, 2026
Tornano anche in Trentino le giornate Fai di Primavera: dal borgo di Commezzadura al percorso Maroniano a Riva: ecco tutti gli appuntamenti
di Davide Orsato
Il percorso nel bosco a Capriana, le botti della Fondazione Mach, i palazzi di Rovereto: la mappa
Gli antichi percorsi tra i boschi tra la val di Cembra e la val di Fassa, l’architettura religiosa e civile a San Michele all’Adige, i tesori nascosti del borgo di Commezzadura, in val di Non, i palazzi signorili di Rovereto, il percorso novecentesco a Riva del Garda, tra modernismo e razionalismo, sulle orme dell’architetto del Vittoriale. Sono le proposte in Trentino per le giornate del Fai (Fondo per l’ambiente italiano) di Primavera che, anche quest’anno, propongono una serie di itinerari alla scoperta dei tesori «sotto casa», spesso sconosciuti. L’appuntamento è per il fine settimana del 21 e del 22 marzo.
Alla scoperta di San Michele all’Adige
Il gruppo Fai di Trento propone due visite guidate nella vicina San Michele all’Adige. Sarà possibile visitare con una guida la chiesa di San Michele Arcangelo, uno dei luoghi di culto più importanti e affascinanti dal punto di vista storico e artistico dell’intera regione. Un autentico trionfo di stile neoclassico e barocco, tra stucchi, decorazioni dorate e scultura. Fondato dai Frati Agostiniani, il monastero rappresenta anche la culla della loro eccellenza nella viticoltura, arte di cui furono pionieri. ondata nel 1145 per volontà del vescovo Altemanno, la chiesa faceva parte della potente prepositura agostiniana di San Michele. Sostenuta da numerosi benefattori, essa controllava un vasto territorio che si estendeva dalla pieve di Giovo fino all’ospizio di San Floriano di Egna. La chiesa attuale fu costruita tra il 1665 e il 1683, su iniziativa del prevosto Antonio Quetta. L’aspetto odierno della chiesa è frutto della ricostruzione barocca seicentesca, periodo che comprende anche l’apparto decorativo interno della chiesa. L’edificio si distingue per l’equilibrio architettonico e l’eleganza dell’interno. Lo stuccatore Antonio Castello e i pittori Giuseppe Alberti e Ferdinand Wolfgang Ruprecht hanno realizzato un apparato decorativo sontuoso, testimoniando l’alto livello artistico e culturale.
Il secondo percorso propone una visita al complesso che oggi ospita la Fondazione Mach, immerso in un campus di 14 ettari tra vigneti sperimentali, serre e strutture d’avanguardia. I visitatori potranno eccezionalmente conoscere la lunga storia dell’Istituto Agrario di San Michele, sorto nel 1874 (quando ancora il Trentino faceva parte dell’Impero Asburgico) sui resti di un antico monastero agostiniano. Nella cantina storica si potrà conoscere l’arte della vinificazione ed ammirare le interessanti botti intagliate per commemorare gli eventi fondamentali della lunga storia dell’Istituto.
Nei boschi di Capriana
Il gruppo della valle di Fiemme e Fassa propone un trekking ad anello della lunghezza di 8 chilometri e di 300 metri di dislivello (con partenza alle 10) attorno a Capriana, il centro che collega la valle di Fiemme a quella di Cembra e all’Unterland altoatesino. Durante il percorso, un esperto racconterà la storia di queste zone da un punto di vista naturalistico e geologico. Il percorso si snoderà lungo la Via Nova, un’antica strada selciata che fino all’inizio del ‘900 era l’unica strada di collegamento tra il paese di Capriana e la zona di Trodena, che passava per il Passo della Cisa. La partenza è prevista nella giornata di domenica 22 marzo alle 10.
Ma non è tutto: sabato 21, alla stessa ora, ci sarà un percorso guidato per scoprire la storia del paese, caratterizzato da un agglomerato di masi. Sarà possibile, tra le altre cose, visitare la chiesa in centro, dedicata ai santi Bartolomeo e Lazzaro e il capitello dipinto da Paolo Vallorz. Sempre sabato, alle 14.30, itinerario dedicato alla «beata Meneghina», con visita al mulino della sua famiglia, che raggiungeremo su un bel sentiero in venti minuti di cammino dal centro di Capriana. La vita stupefacente di Maria Domenica Lazzeri (1815- 1848) ci verrà raccontata dai volontari dell’associazione «Amici della Meneghina». La sua misteriosa e dolorosa malattia, centocinquanta anni fa, fece giungere in questo sperduto paesello studiosi e curiosi da tutta Europa.
I gioielli di Commezzadura
Il gruppo Fai val di Non e val di Sole propone due percorsi nel borgo di Commezzadura. Si comincia con la chiesa di Sant’Agata, un piccolo gioiello poco conosciuto tra i paesi di Mestriago e Piano in Val di Sole, che saprà stupire i visitatori per il suo ricco e vario patrimonio artistico, a partire dall’importante ciclo di affreschi della famiglia Baschenis. In origine romanica, la chiesa compare citata per la prima volta in un atto di compravendita nel 1244. Nel corso del XV secolo subì un massiccio rifacimento in stile gotico e successivamente l’abside della chiesa venne arricchito da un importante ciclo di affreschi ad opera dei Baschenis. Nel 1613 la chiesa venne ampliata con l’aggiunta della navata laterale. Recenti restauri hanno inoltre portato alla luce, sulla parete esterna, un interessante frammento di affresco, rimasto nascosto per secoli.
Un secondo itinerario sarà dedicato alla frazione di Mastellina, celebre per aver dato i natali agli importanti pittori della famiglia Guardi, con una chiesetta recentemente restaurata, e per lacasa-atelier dell’artista Albino Rossi. Il percorso a tappe proporrà la chiesa di Sant’Antonio Abate, con i suoi affreschi risalenti al XV secolo e l’ospizio adiacente. Quanto alla casa di Rossi, è uno dei tanti luoghi normalmente inaccessibili che apre straordinariamente per le giornate Fai.
I palazzi di Rovereto
Il Gruppo Fai Rovereto e Vallagarina accompagnerà i visitatori alla scoperta di due palazzi storici che srogno su quella che, in passato, una strada di campagna percorsa solo da uomini e merci, nello scambio tra regioni germaniche e territorio italico, durante la seconda metà del Settecento, vide un elegante ampliamento, grazie anche all’intervento delle famiglie nobiliari locali, che qui decisero di stabilire le proprie residenze monumentali. Palazzo Piomarta, oggi sede dell’Università di Trento, in cui, limitatamente alla giornata di sabato pomeriggio, sarà possibile visitare l’atrio che ospita i busti e le targhe dei personaggi roveretani illustri; e Palazzo Alberti Poja che conserva al suo interno prestigiose decorazioni a stucco settecentesche e gli affreschi dei pittori veronesi Marco e Francesco Marcola. Inoltre, grazie ad un recente restauro, si potranno ammirare le riscoperte pitture.
Contemporaneità nell’Alto Garda
A Riva, il gruppo Alto Garda propone una passeggiata alla scoperta delle opere più significative dell’architetto trentino Giancarlo Maroni, conosciuto per aver progettato il Vittoriale dannunziano, realizzate tra gli anni ’20 e gli anni ’30 del Novecento. Maroni fu incaricato dal comune di Riva, dopo la Grande Guerra e l’annessione del Trentino all’Italia, di progettare il nuovo piano regolatore, che avrebbe dovuto ridare l’originario volto italiano alla città lacustre, interessata nell’800 da importanti interventi dal gusto Imperiale. Tra le opere che si potranno vedere in questa passeggiata urbana, la Centrale idroelettrica Ponale, la Fraglia della Vela e la vicina Spiaggia degli Olivi, il Giardino d’Infanzia e la tribuna del campo sportivo Benacense.
I due classici
Durante le giornate Fai saranno visitabili anche i due beni gestiti dal Fondo in Trentino: il castello di Sabbionara ad Avio e l’aula del Simonino a Trento.
Alto Garda
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di Leonardo Omezzolli
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