La gara di solidarietà
domenica 8 Marzo, 2026
La raccolta fondi per il 13enne Daniel, ragazzo coraggio: grazie all’affetto di molti verrà curato in Spagna
di Benedetta Centin
In un mese donati 7200 euro su Gofundme, ma l'obiettivo è garantirgli anche un secondo ciclo di terapie. Papà Francesco: «Questa generosità farà la differenza: piccoli progressi sono grandi conquiste per lui»
Daniel è un adolescente di 13 anni di Trento molto speciale, un esempio per tutti, lui che nonostante la sua tetraparesi spastica dovuta a un ictus in fase perinatale, nonostante le sue limitazioni fisiche, non spegne mai il suo travolgente sorriso con cui entra nel cuore della gente e quasi spiazza con la sua forza, il suo coraggio esemplari nell’affrontare la quotidianità, quei piccoli gesti, quelle azioni, anche le più semplici, che gli richiedono un grande sforzo ma che non gli fanno mai perdere il buonumore, assieme allo musica, sua grande passione, e allo sport, tifoso qual è dell’Aquila basket. Una grande tenacia che è propria anche di mamma Sofia e papà Francesco Sansone, combattenti che ogni giorno affiancano e sostengono il loro piccolo e instancabile guerriero, con affetto e cure. Quelle cure che non sono mai sufficienti: ogni piccolo passo in avanti, ogni minimo progresso sono preziosi per migliorare la sua condizione e garantirgli maggiore autonomia.
Ed è per questo che papà Francesco, l’11 febbraio scorso, ha lanciato una raccolta fondi online, sulla piattaforma Gofundme. Perché «Il coraggio di Daniel merita un’opportunità» ha scritto nella pagina dedicata all’iniziativa che, partita in sordina, in meno di un mese ha portato a raccogliere 7200 euro (la somma prefissata era 8mila). Un traguardo che permetterà a Daniel di affrontare il primo ciclo di terapia in un centro di alta specializzazione in riabilitazione neurologica in Spagna, il Som-hi-Neurological Rehab Center, «riconosciuto a livello internazionale per i risultati ottenuti nei percorsi personalizzati per ragazzi come mio figlio» spiega Sansone. «Possiamo contare su dispositivi e terapie fornite dall’Asuit ma quando abbiamo dovuto affrontare anche operazioni all’estero abbiamo sempre fatto tutto con le sole nostre forze economiche. Siamo però una famiglia monoreddito e nonostante gli sforzi ora non avremmo potuto permetterci viaggio e terapie in Spagna, trattamenti intensivi con tecnologie riabilitative avanzate dai costi elevati. Ma non volevamo negare a Daniel la prospettiva di avere più controllo nei movimenti, più indipendenza nelle attività quotidiane: nessun miracolo ma piccoli progressi, per lui grandi conquiste».
Ecco il perché della raccolta fondi. «È stata un’iniziativa mia, non l’avevo detto nemmeno a mia moglie, mi avrebbe fatto desistere temendo che qualcuno avrebbe potuto pensare che volevamo mettere nostro figlio in vetrina quando cercavamo solo qualcuno che volesse lottare insieme a noi per Daniel». Il risultato è stato inaspettato. «L’affetto che abbiamo ricevuto è stato incredibile» continua papà Francesco, la voce rotta dalla commozione. Un gesto, il suo, non facile. «Ci vuole coraggio a chiedere aiuto, bisogna ridimensionare l’orgoglio — ammette, emozionato — Ho cercato di farlo con il minor impatto possibile, senza fare pubblicità, eppure il riscontro è stato eccezionale. Da parte di amici, conoscenti, di chi in quartiere conosce Daniel e lo apprezza per la sua personalità: nonostante le poche parole è un ragazzino che attrae, è la felicità fatta a persona e affronta ogni sfida con un coraggio tale che ci insegna cosa significa non arrendersi mai».
Il grazie più sincero, accorato, non sembra mai abbastanza per la famiglia, che sempre su Gofundme ha condiviso l’«importante traguardo» raggiunto grazie alle 128 donazioni. «Abbiamo prenotato il primo ciclo di terapia — riferisce papà Francesco — Ci sono donatori anonimi, che hanno versato anche cifre importanti, che non riusciremo mai a ringraziare di persona. Apprezziamo ancora di più perché non è un periodo facile per nessuno: questa generosità farà la differenza per Daniel, crediamo sia una sorta di benedizione di Dio. E il fatto che la gente si sia fidata dei nostri valori, fatta di sacrifici e onestà, ci rende ancora più felici e ci incoraggia a continuare nelle nostre lotte quotidiane fatte di fatiche ma anche di grandi soddisfazioni visto la serenità con cui abbiamo cresciuto Daniel e il primogenito Ivan».
E c’è anche un prossimo obiettivo da centrare. «Se le donazioni continueranno — ancora papà Francesco — riusciremo a portare Daniel in Spagna anche a luglio per un nuovo ciclo di terapia, indispensabile per consolidare e proseguire i progressi ottenuti».
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