Il caso

martedì 3 Marzo, 2026

Artigiano non si presenta alla riunione e viene insultato via WhatsApp: «Buffone». Ma per il giudice non è un’offesa

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Non ha partecipato all'incontro per l'impianto fotovoltaico e riceve messaggi d'ira su WhatsApp: per il tribunale l'espressione è un legittimo sfogo. Ora il tecnico dovrà pagare 2mila euro di spese legali
Espressioni ingiuriose come «Vergognati, sei un buffone», «Buffone due volte», e «La tua fama ti precede» vanno circostanziate e valutate anche in relazione al contesto in cui vengono proferite e non sempre devono essere qualificate come offese. Possono infatti rientrare nel «mero esercizio legittimo del diritto di critica». Così si è espresso il giudice di pace di Trento, in una sentenza delle scorse settimane, rigettando le richieste di un artigiano che sollecitava i danni non patrimoniali da ingiuria, per alcuni messaggi WhatsApp ricevuti da un suo conoscente. Messaggi che a suo dire gli avrebbero fatto perdere occasioni lavorative. I fatti erano di agosto 2022. Allora si sarebbe dovuta tenere una ...

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