L'intervista
lunedì 2 Marzo, 2026
«Sono tranquillo, altrettanto siatelo voi»: il ricordo di Ezio Setti nell’arte (in stazione) di Matteo Setti Peterlini
di Anna Maria Eccli
L'artista roveretano racconta l'installazione nel sottopasso della stazione: le gigantografie del prozio morto a Mauthausen e quel messaggio lanciato dal treno che oggi diventa un dono per i passanti
L’arte ha preso corpo nello spazio metropolitano del sottopasso che conduce alla stazione ferroviaria di Rovereto: ventitré pannelli fotografici dalla trama sgranata, magnetici, acromatici, che accolgono e accompagnano il passante come muti testimoni da interrogare. L’allestimento è firmato da Matteo Setti Peterlini, nato a Rovereto nel 1970, artista già noto, con alle spalle importanti esposizioni, tutte all’insegna di nuove percezioni spaziali, temporali e fisiche. Ormai da anni si divide tra la casa di Rovereto e la città più internazionale d’Europa, la Berlino stordente col suo mix di neoclassicismo, brutalismo sovietico e contemporaneità. Nell’esposizione ci sono ruvide gigantografie scattate con...
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