L'intervista

sabato 28 Febbraio, 2026

Fugatti dopo l’astensione sull’assessora Gerosa: «Abbiamo fatto suonare un campanello d’allarme. L’autonomia non si tocca»

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Il presidente della Provincia di Trento: «Anche nel 2028 la coalizione dovrà avere gli stessi valori»

Non lo ha fatto in Consiglio provinciale, come chiedono le minoranze, ma alla fine il governatore Maurizio Fugatti ha spiegato il senso di quell’astensione sulla mozione di sfiducia contro l’assessora proposta dall’opposizione: «Din, din, din — dice — abbiamo fatto suonare un campanello».

Cosa intende, presidente?
«Per prima cosa, da parte mia non c’è stata alcuna indicazione di voto alla maggioranza. Anche perché ne riconosco la serietà e la responsabilità: ero certo che la mozione sarebbe stata respinta».

È stata respinta con un’astensione della maggior parte dei consiglieri della sua coalizione, compresa la sua.
«Quella scelta può essere letta come la volontà di non dare seguito alla richiesta delle minoranze. Io capisco che le minoranze fanno il loro lavoro, ma qui la questione non è per forza politica».

Se non è politica?
«È ideale, valoriale. Perché un’altra lettura di quell’astensione è la consapevolezza che siamo una coalizione autonomista, popolare, civica, federalista. Principi alla base della nostra stessa autonomia».

Presidente, si è arrivati alla sfiducia perché qualcuno non ha voluto riconoscere a Clara Marchetto la riabilitazione storica e politica.
«Se parliamo di Asar ottant’anni dopo non ha senso tornare su quelle contrapposizioni. Allora c’era chi stava da una parte e chi dall’altra. Ma ora l’Asar e la storia di quegli anni sono patrimonio comune di tutto il Trentino, valore trasversale a tutti gli schieramenti. In generale, quegli anni hanno dato valore a questa nostra terra che è stata sempre di confine».

Cosa vuole dire? Il tema è la sfiducia a Gerosa, che non è stata respinta con un voto contrario alla mozione, ma con un’astensione.
«Voglio dire che la legge dà al presidente la facoltà di dare e togliere le deleghe agli assessori. L’hanno fatto presidenti prima di me e l’ho fatto anch’io. E se avessi voluto lo avrei fatto ora senza passare per una mozione delle opposizioni. Voglio dire che il tema è un altro».

Quello valoriale?
«Sì, il tema è questo. Ci sono valori non negoziabili, che formano un confine, che se lo superi serve suonare un allarme, un campanello. E abbiamo suonato un campanello. Questo vale ora e vale anche dopo, perché se ci discostiamo da questi valori non negoziabili…».

Cosa succederebbe?
«Beh, qualche problema potrebbe esserci per la coalizione. Per cui, din din din, suona il campanello».

Ma quindi, lei ripone la sua fiducia sull’assessora Francesca Gerosa?
«L’assessora Gerosa fa il suo lavoro, esercita le sue competenze. Ma come ho detto, io non mi voglio soffermare sul tema politico, ma su quello ideale, valoriale, anche culturale».
Ma questo campanello è suonato dopo la vicenda Marchetto, dopo che un partito della sua maggioranza ha preso posizione. Il monito, insomma, è nei confronti di Fratelli d’Italia?
«No, non nei confronti del partito. Dico però che la mia coalizione debba guardare a quegli ideali che dicevo prima».

Le ha dato fastidio l’intromissione del ministro meloniano Francesco Lollobrigida?
«Se un ministro vuole intervenire può farlo, ma poi decidiamo noi cosa fare».

Quindi è suonato un campanello perché qualcuno ha superato quei confini valoriali che diceva?
«Sì, perché su quegli ideali non si tratta, i valori dell’autonomia, della sua storia, non possono essere messi in discussione. Si tratta di ideali che sono dell’intero Trentino. E della mia coalizione. Auspico che siano parte anche della futura coalizione che vorrà presentarsi, con o senza Fugatti cambia poco, nel 2028. Anche allora quel confine non dovrà essere superato».

Presidente, l’assessore leghista Roberto Failoni non si è astenuto ma ha votato contro. Un voto in dissenso dalla linea?
«Ripeto, io non ho dato alcuna indicazione di voto. Si tratta di sensibilità diverse rispetto a come si giudicano quei confini valoriali di cui parlavo… Se io avessi dato indicazioni e qualcuno non l’avesse rispettata sarebbe stato diverso, ma qui ciascuno poteva sentirsi libero di esprimersi come voleva».

Non erano chiare le sue risposte su Gerosa… Insomma, ha ancora la sua fiducia?
«Io mi fido di tutta la mia giunta».

Senta, non crede che Fratelli d’Italia non possa rappresentare i valori di cui parlava? Si tratta di un partito nazionalista…
«Non so, io non ho detto questo. Ma ogni tanto fa bene suonare la campanella».