L'intervista
domenica 22 Febbraio, 2026
Federico l’Olandese Volante: «Torno a Torbole, lì dove tutto è iniziato. Ho visto crescere il turismo, mio padre creò il primo villaggio»
di Leonardo Omezzolli
All’anagrafe è Frederik Matthijs Van Stegeren, nato a Deventer nel 1950 in Olanda, ma per tutti è dj Freddy TheFlying Dutchman alias Federico l’Olandese Volante
Tornare alle origini, in quella Torbole che l’ha prima accolto e poi fatto crescere, dove ha imparato la lingua italiana praticata con la sua inconfondibile voce che è stata, per decenni, instancabile compagna di milioni di italiani sulle onde a frequenza modulare delle sempiterne emittenti radiofoniche. All’anagrafe è Frederik Matthijs Van Stegeren, nato a Deventer nel 1950 in Olanda, ma per tutti è dj Freddy TheFlying Dutchman alias Federico l’Olandese Volante. Se le sue origini sono i Paesi Bassi, a 9 anni il lago di Garda torbolano è diventato una nuova casa che lo ha arricchito di relazioni profonde mai tramontate. L’Olandese Volante ha poi conosciuto le gioie di una vita in movimento fino al suo attuale ritiro in Tunisia ad Hammamet. L’Italia è sempre nei suoi pensieri così come Torbole che tornerà a visitare per una grande rimpatriata proprio questa estate.
La sua è stata una vita in costante movimento. Oggi vive in Tunisia. Come mai tornerà sul Garda?
«A Torbole. Lì ci sono arrivato nel 1958, avevo 8 anni. mio padre aveva deciso di trasferirsi sul lago di Garda. Era una zona che conoscevamo perché la frequentavamo durante le estati. Partivamo dall’Olanda in macchina. Un viaggio lunghissimo, ancora non c’era l’Autostrada del Brennero, la stavano costruendo».
Il suo primo ricordo legato al Garda?
Quando venivamo in vacanza ci fermavamo con la macchina sulla curva nei pressi della marmitta dei giganti. Scendevamo dall’auto e guardavamo questo panorama unico, un fiordo che si perdeva nell’orizzonte, come se stessimo guardando la vastità del mare».
Coma mai la sua famiglia decise di lasciare l’Olanda?
Mio padre voleva esplorare il territorio dal punto di vista turistico, aveva in mente un ideale. Fu lui a realizzare uno dei primi villaggi turistici che ancora oggi esiste con dei bungalow vicino al lago a fianco dell’hotel Lido Blu. Fu molto coraggioso, perché decise di portare tutta la famiglia attraverso un’Europa ancora distrutta, noi bambini piccoli, pochi soldi e una vecchia macchina. Acquistò questo terreno che era, se non ricordo male, dei Civettini e vicino mi sembra ci fosse un allevamento di trote.
Com’è stato ambientarsi?
«All’inizio non parlavo l’italiano. Per rimettermi in pari persi un anno e a scuola avevo il maestro Martinelli. Io conoscevo un po’ di tedesco e Martinelli anche. Così, per insegnarmi l’italiano passavamo dal tedesco. Finite le elementari mi portarono a frequentare l’arcivescovile a Trento».
Si ricorda dove visse?
«I primissimi giorni e credo per circa 6 mesi tutti noi eravamo alloggiati all’Hotel Benaco, poi in attesa che venisse realizzata la nostra casa vicino al Lido Blu fummo ospiti nella Casa Skulina al quartiere Europa. Erano esattamente 422 gli scalini da fare per tornare a casa dal lago. Divenni sportivo solo nel farli».
Ha altri ricordi?
«Ne ho molti di vita torbolana. Ho frequentato gli scout di Torbole. Ci seguiva il panettiere Nereo, ricordo bene il mitico Ennio Bertolini già all’Hotel Centrale. Anni più tardi finì l’epoca del Collegio Murialdo e un imprenditore olandese lo comprò per trasformarlo in un albergo. Mio padre vendette il villaggio turistico e ne divenne direttore. Aveva un parco incredibile tanto quanto il Du Lac (oggi ne è parte integrante ndr)
Poi ha lasciato il Trentino .
«Tornammo in Olanda, mi iscrissi all’università in architettura, ma qualche anno dopo Noel Coutisson fondò Radio Monte Carlo ed entrai nel team di Rmc. Mi trasferii nel Principato di Monaco».
E la sua carriera decollò..
«La prima volta in onda risale al 1969 sulle frequenze di Radio Veronica, un’emittente pirata olandese che trasmetteva da acque internazionali sotto bandiera panamense. Dopo Radio Montecarlo, ci fu Radio 105, poi Rtl 102.5, Radio Norba, R101 e ora faccio qualche podcast per Radio Freccia»
Uno dei momenti più belli del suo lavoro?
«Quando ho intervistato Freddy Mercury»
Il Garda e il Trentino le sono rimasti nel cuore, è per questo che vuole ritornare?
«C’è sempre qualcosa che mi ci riporta. Dopo essere tornato in Olanda poco più che ventenne fondai a Madonna di Campiglio lo storico Stork Club. Mio figlio tutt’oggi vive a Trento e negli anni ‘80 affittavamo una casa vacanza a Torbole per passarci l’estate. Ora manco da un po’ e credo sia bello ritrovare vecchie conoscenze, vedere come il tempo è passato, sentire come sono evolute le vite degli altri. non siamo più giovanissimi. Per questo questa estate voglio tornare a Torbole e fare una bella reunion. Nella vita ci si perde, ma ci si può sempre ritrovare».