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martedì 28 Luglio, 2026

Zona 30 in Clarina, Ambrosi (Fdi): «Basta scelte ideologiche. Sicurezza, territorio e difesa devono venire prima»

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La deputata di Fratelli d'Italia chiede ai ministri di Infrastrutture e Difesa di approfondire e chiarire la modalità del nuovo assetto viabilistico del quartiere di Trento Sud

La deputata di Fratelli d’Italia Alessia Ambrosi ha dichiarato di aver presentato un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e al Ministro della Difesa con la richiesta di approfondire e chiarire le modalità con cui è stato progettato il nuovo assetto viabilistico del quartiere Clarina di Trento nell’ambito del progetto con la creazione della Zona 30. La richiesta è quella di verificare «se se siano stati adeguatamente considerati tutti gli aspetti legati alla sicurezza, all’operatività delle infrastrutture strategiche dello Stato e al coinvolgimento delle amministrazioni competenti».

Come spiega Ambrosi, l’interrogazione nasce «da una vicenda che ha suscitato una forte preoccupazione tra residenti, lavoratori e attività economiche del quartiere, testimoniata anche dalla raccolta di oltre 630 firme promossa dal Comitato spontaneo dei cittadini» e che ha segnalato diverse criticità che riguardano viabilità, sicurezza e vivibilità dell’area. In particolare, al suo interno è presente la Caserma Cesare Battisti: «Si tratta di un presidio militare di rilevanza strategica e il nuovo assetto viabilistico potrebbe incidere sui percorsi dei mezzi militari, compresi quelli destinati a trasporti eccezionali». In merito, quindi, la richiesta della deputata è: «chiarire se il Ministero della Difesa sia stato preventivamente coinvolto nella progettazione del nuovo assetto viabilistico, se il II Reggimento Genio Guastatori abbia espresso osservazioni tecniche».

Inoltre, l’interrogazione rimanda all’orientamento espresso dal Ministero delle Infrastrutture sulle Zone 30 come strumento da utilizzare in modo mirato in contesti in cui sussistano effettive esigenze di sicurezza, sulla base di adeguate valutazioni tecniche e tenendo conto della peculiarità dei territori. Secondo Ambrosi: «È esattamente il contrario di un approccio ideologico che pretende di applicare lo stesso modello ovunque, senza ascoltare i cittadini, senza confrontarsi con le realtà presenti sul territorio e senza valutare gli effetti concreti delle scelte adottate. È ciò che, a mio avviso, sta accadendo nel quartiere Clarina».

 

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