Cronaca

sabato 31 Ottobre, 2026

Violenze continue alla compagna (che obbligava ad avere rapporti sessuali): condannato a nove anni di carcere

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I fatti commessi tra la val di Fassa e la provincia di Mantova. L’uomo sottoponeva la convivente a rituali di purificazione. Ha tentato di strangolarla e le faceva prendere dei farmaci per controllarla

Settimane e mesi di botte, violenze sessuali e umiliazioni continue. Così giovedì scorso un 40enne è stato condannato in primo grado a nove anni di reclusione per violenza sessuale e maltrattamenti ai danni della compagna nonché socia di un bar. E dovrà risarcire alla donna 30mila euro oltre che pagare le spese legali della parte civile. Una storia di violenze andata avanti per anni, dal 2017 al 2021, tra aggressioni, minacce di morte, rapporti sessuali imposti e un controllo continuo sulla vita della donna. Fino ad arrivare a costringerla a vivere nel garage di casa e a sottoporla a rituali di purificazione. I fatti si sono verificati tra la val di Fassa e il provincia di Mantova.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, l’uomo era arrivato a installare delle telecamere nel bar gestito insieme per controllarla. Guardava come serviva i clienti e non mancava di insultarla pesantemente con parole violente e volgari.
La rimproverava anche, umiliandola. Ma il comportamento odioso dell’uomo continuava anche tra le mura domestiche. Era lui a decidere quando avere rapporti. Era pronto a usare la violenza per ottenere quello che voleva.

In particolare era pronto a picchiarla per avere rapporti sessuali, ma anche per convincere la donna a seguire i suoi ordini. Poi c’è stato un vero e proprio crescendo della violenza. Una notte di Capodanno l’ha aggredita e minacciata di morte. Dalle ricostruzioni degli inquirenti, la coppia era in auto quando lui l’ha assalita. La donna ha cercato di scappare. Per sfuggire all’aggressione aveva aperto la portiera della macchina e si era gettata a terra, ferendosi al volto.
Il giorno dopo era stata costretta ad andare al pronto soccorso per farsi curare le ferite. La donna doveva fare solo quello che voleva lui.
Un giorno, secondo l’accusa, l’ha scaraventata contro il muro di casa. Un altro giorno ancora, in vacanza in Liguria, l’ha presa a schiaffi. Gliene ha rifilati due in pieno volto, dicendole che aveva voglia di ammazzarla.

Quell’uomo era un tormento continuo nei confronti della donna. Era arrivato a farle assumere dei farmaci, impedendole per due mesi di uscire di casa da sola.
Le ha fatto vivere un incubo.
E, stando alle accuse, era arrivato a sottoporre la compagna a rituali di purificazione con lavaggi di acqua e sale e preghiere in lingua araba. In un’occasione, durante il rito, le ha provocato uno svenimento. Poi, era stata portata d’urgenza in ospedale con l’ambulanza.
I soprusi erano continue nel tempo.
Per un periodo ha obbligato la donna a vivere in garage e veniva costretta a fare la pipì in un secchio. Lui le aveva vietato di andare in bagno.
Ma le umiliazioni non si fermavano a questo. No. L’uomo le centellinava il cibo fino a farla dimagrire drasticamente e, secondo l’accusa, in un’occasione ha tentato di strangolarla.

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