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sabato 31 Ottobre, 2026

Alluvione del 1966, Trento ricorda i 22 morti a sessant’anni dalla tragedia: le foto d’autore e il dramma delle 500 persone rimaste senza casa

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Dal 3 novembre una mostra diffusa nel centro storico, poi attività scientifiche al MUSE, un volume dedicato all’Adige e un percorso espositivo con filmati e fotografie d’epoca. Domenica 8 novembre un’uscita in rafting sul fiume

Il 4 novembre 1966 una memorabile inondazione colpì il Trentino. A Trento, nella notte tra il 4 e il 5 novembre, l’Adige ruppe gli argini nella zona di Roncafort (a nord della città) e l’acqua invase ampie aree del capoluogo. La piena dell’Avisio contribuì ad accrescere la portata del fiume e furono diversi i territori colpiti dall’alluvione: Val di Fassa, Val di Fiemme, Primiero, Tesino e Bassa Valsugana, oltre a Val Rendena e Val di Sole. Il bilancio fu drammatico: 22 vittime, migliaia di sfollati e circa 500 persone rimaste senza casa. A sessant’anni da quei giorni, un programma di iniziative a Trento ripercorre quella vicenda mettendo in dialogo memoria storica, ricerca scientifica e gestione del rischio, con diversi appuntamenti. Il calendario vede coinvolti il Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento, il MUSE – Museo delle Scienze, il Comune di Trento, la Fondazione Museo storico del Trentino e il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. In programma, a partire da martedì 3 novembre una mostra diffusa attraverso i luoghi simbolo del centro storico di Trento; mercoledì 4 novembre, attività scientifiche e simulazioni di allerta, la presentazione del volume “Sguardi sul fiume Adige” e l’apertura di un nuovo spazio espositivo dedicato ad alcuni fondi cinematografici di repertorio che documentano l’alluvione; domenica 8 novembre è prevista invece un’uscita in soft rafting per osservare il territorio da una prospettiva diversa.

Il programma

A partire da martedì 3 novembre, nel centro storico di Trento sarà installata la mostra diffusa “La città sommersa”. L’iniziativa curata dal Comune di Trento e dall’Azienda per il Turismo Trento nasce per ricordare come l’alluvione abbia trasformato per alcuni giorni la città in un’isola. Si tratterà di un percorso a cielo aperto attraverso i luoghi immortalati da Flavio Faganello, Rodolfo Rensi e Costantino Armani, che con sensibilità e coraggio testimoniarono la tragedia e la capacità di reazione di quei giorni. Il progetto fa dialogare la Trento di sessant’anni fa con la città contemporanea, mostrando gli effetti dell’alluvione e i cambiamenti intercorsi nel tempo. I visitatori potranno osservare cosa è avvenuto in alcuni luoghi della città durante quei momenti difficili. Come in una macchina del tempo, sarà possibile sovrapporre lo sguardo del presente con la drammatica realtà di quei giorni, ritrovandosi faccia a faccia con la storia proprio là dove è accaduta.

Mercoledì 4 novembre, dalle 11 alle 16 il MUSE propone due attività dedicate alla conoscenza dei fenomeni naturali e alla cultura della prevenzione. “Geoshow: acqua, terra, fuoco” proporrà talk scientifici ed esperimenti dal vivo su eruzioni, terremoti, frane e alluvioni, per comprendere i rischi naturali. “Allerta alluvioni: tutte/i pronte/i!” metterà invece alla prova visitatrici e visitatori di tutte le età attraverso un gioco di ruolo e una simulazione immersiva.
Alle 17.30, la presentazione del volume “Sguardi sul fiume Adige” nella lobby del MUSE. L’opera accoglie i contributi di ben 42 autori, offre un approccio multidisciplinare al corso d’acqua e apre una riflessione sulle sfide future, a partire dalla prevenzione del rischio idraulico. Curato dal dirigente del Servizio Bacini montani della Provincia Lorenzo Malpaga e dal ricercatore della Fondazione Museo storico del Trentino Alessandro de Bertolini, il libro nasce dall’esperienza del convegno “Passato, presente e prospettive del fiume Adige, da Resia all’Adriatico”, che si è svolto a Trento il 13 ottobre 2025.

Il volume – 388 pagine, stampato da Saturnia – è pubblicato dal Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna e dal Servizio Bacini montani, con il MUSE e la Fondazione Museo storico del Trentino, in collaborazione con l’Archivio fotografico della Soprintendenza per i beni culturali, TSM-STEP e il Consorzio Trentino di Bonifica. Raccoglie contributi di storici, tecnici e studiosi di diverse discipline, mettendo in dialogo la storia del fiume con le questioni che oggi riguardano la gestione del rischio, il paesaggio e gli equilibri ambientali. L’obiettivo è restituire valore e significato alle opere di difesa idraulica, spesso parte invisibile del paesaggio quotidiano, e ricordare che la sicurezza non è mai acquisita una volta per tutte, sottolineando tuttavia come la presenza del fiume generi oggi non solo un potenziale pericolo, ma costituisca al tempo stesso un bene ambientale e paesaggistico di inestimabile valore, che deve essere opportunamente accudito e valorizzato.

A seguire, a Palazzo delle Albere, l’inaugurazione del nuovo spazio espositivo della mostra “Water Flow. Acqua, arte, scienza, umanità” a cura di Fondazione Museo storico (Alessandro de Bertolini e Lorenzo Pevarello) e MUSE (Carlo Maiolini), dedicato ai video-reportage storici realizzati nel 1966 da Costantino Armani, Giuseppe Sebesta e Bruno Angelini durante e dopo l’alluvione. La mostra ospita inoltre la sezione Acqua Furens, con gli scatti inediti dell’alluvione a Trento firmati da Camillo Kier in dialogo con la video-installazione “The Raft” di Bill Viola.

Domenica 8 novembre alle 9. Attività di Soft rafting sul fiume Adige: il territorio visto dall’acqua. L’esperienza immersiva, di circa 10 chilometri, è rivolto al pubblico dai 6 anni in su; i minori dovranno essere accompagnati da un genitore. Guidati dagli esperti di Trentino Wild e dagli educatori scientifici del MUSE, i partecipanti prenderanno parte a un’esperienza di circa tre ore e mezza tra storia, ecologia ed elementi antropici, per leggere il paesaggio fluviale e comprenderne le trasformazioni e le relazioni con le attività umane. In caso di maltempo, l’attività sarà recuperata sabato 14 novembre 2026.

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