L'inchiesta
domenica 9 Agosto, 2026
In Trentino l’ottavo caffè più caro d’Italia. Il torrefattore Torta: «Aumenti? Speculazione, clima e tensioni internazionali»
di Valerio Amadei
In cinque anni il prezzo medio è aumentato del 16,5%. Il titolare della Casa del caffè: «In molti bar la tazzina non è più il core business»
Con un prezzo medio di 1,41 euro a tazzina, i bar del Trentino si posizionano all’ottavo posto nella classifica dei caffè più costosi d’Italia. A comandare, con ben 10 centesimi di differenza, è la provincia di Bolzano, in cui sedersi a consumare un caffè costa fino a 1,51 euro. Chi fa del caffè una ragione di vita è Luca Torta, contitolare con la sorella Roberta della «Casa del Caffè», a Trento, in via San Pietro, storica torrefazione artigianale dove sorseggiare una tazzina diventa un viaggio fatto di abbinamenti e miscele internazionali.
I motivi dell’aumento
«Se guardiamo il grafico degli ultimi anni sull’aumento delle materie prime, il caffè è una merce che ha subito notevoli attacchi, sia speculativi che dovuti a condizioni climatiche avverse: per questo il prezzo è cresciuto tantissimo». Sono queste le ragioni principali che, secondo Torta, hanno contribuito a un sostanzioso aumento pari al 16,5% negli ultimi cinque anni. Ancora più impattanti i numeri in Alto Adige, in cui la variazione di prezzo è stata di quasi 27 punti percentuali.
Anche le limitazioni di traffico del sud-est asiatico dovute alla crisi dello Stretto di Hormuz non aiutano di certo ad approvvigionarsi facilmente: «In questo momento — spiega Torta — è relativamente difficile ricevere carichi dall’India o dal Vietnam. Dall’altra parte c’è il fenomeno climatico El Niño, che sta riducendo i raccolti nelle aree naturalmente vocate alla coltivazione del caffè». Non va dimenticata, però, anche la percezione dei costi fissi: «In una città come Trento gli affitti non sono paragonabili a certe località del centro-sud Italia. Tanti locali pubblici non fanno del caffè il proprio core business: per loro è più un accompagnamento che l’attività principale su cui si concentra il prezzo della tazzina. Il caffè, in pratica, non è più ciò che mantiene in vita un bar e di bar ce ne sono sempre di più. Tutto questo contribuisce all’aumento del prezzo».
Non sempre cresce la qualità
Se una tazzina più cara potrebbe suggerire una miscela più ricercata e gustosa, in realtà la situazione non sempre rispecchia questa dinamica. «Per noi è fondamentale avere un prodotto che veicoli l’acquisto della merce anche per l’uso domestico, quindi negli anni abbiamo cercato di mirare all’evoluzione del gusto per affezionare la clientela alla nostra idea di caffè. La ricerca della materia prima — spiega Torta — è legata anche a gusti sperimentali e completamente nuovi».
Una delle note dolenti della consumazione al bar è il tempo di occupazione del plateatico da parte del cliente: «Il costo della tazzina non dipende più solo dalla materia prima o dal personale. Con una tazzina e un bicchiere d’acqua — sottolinea — c’è chi ha il coraggio di restare seduto al bar per quattro ore. Nessuno giudica il costo di un piatto al ristorante, ma se con un piatto di pasta o una pizza uno si siede alle dieci del mattino e va via alle cinque del pomeriggio, forse la pizza non costerebbe più così poco».
Nuovi target da soddisfare
Soprattutto nei mesi invernali ed estivi, il grosso della clientela che occupa i bar è composto da turisti, soprattutto non italiani, che ricercano miscele classiche, specie in botteghe di stampo antico. Diverso il discorso per il pubblico trentino: «Si tratta più di un’abitudine consolidata, di un rapporto umano con i dipendenti del locale. Per me — ribadisce Torta — è importante garantire al cliente una presenza storica delle stesse persone all’interno del locale. È fondamentale trasmettere tranquillità in un ambiente e la gioia di fare questo lavoro».
A sorpresa, invece, sono gli universitari i più intraprendenti quando c’è da sperimentare nuove estrazioni: «Si spingono senza problemi verso l’assaggio di tutti i tipi di miscele e delle singole qualità che possiamo produrre. Il nostro lavoro di ricerca — conclude — sta proprio nello sviluppare le diversità tra le varie qualità: settimana per settimana proponiamo caffè nuovi».
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