Ateneo
giovedì 26 Febbraio, 2026
Università, il cda approva il piano per la parità: 19 obiettivi e 52 azioni per l’equità di genere e l’inclusione entro il 2027
di Redazione
Il Consiglio d’amministrazione dell'Ateneo ha approvato la seconda edizione del piano strategico per la parità: un documento che punta a trasformare la cultura istituzionale attraverso il benessere lavorativo, la leadership femminile e il contrasto alla violenza
Il Consiglio d’amministrazione dell’Università di Trento ha ufficialmente licenziato la seconda edizione del Gender Equality Plan (Gep), un documento fondamentale che traccia la rotta della parità istituzionale fino al 2027. Questo strumento di programmazione, introdotto dalla Commissione europea nel 2012, rappresenta oggi un requisito vincolante per l’accesso ai bandi di ricerca internazionali e alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il piano si inserisce in un’architettura di bilancio e gestione che include già il Piano triennale di azioni positive e il Bilancio di genere, posizionando l’Ateneo all’interno degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030.
La prima direttrice strategica riguarda l’armonia tra la vita privata e lavorativa, promuovendo una cultura del benessere che tenga conto delle differenze individuali. Attraverso l’analisi del contesto e la definizione di raccomandazioni family friendly, l’istituzione punta a rafforzare le politiche già certificate dal marchio Family audit executive, offrendo nuove misure di conciliazione che tutelino la flessibilità e il supporto ai dipendenti. Parallelamente, un ambito cruciale del piano è dedicato al riequilibrio di genere nelle posizioni di vertice e negli organi decisionali, con l’intento di favorire la presenza femminile nei ruoli apicali e di potenziare le competenze di leadership inclusiva.
Sul fronte del reclutamento e delle progressioni di carriera, il Gender Equality Plan si propone di garantire eque prospettive a tutto il personale, dalle dottorande ai ricercatori, vigilando sulla composizione delle commissioni valutatrici per neutralizzare l’impatto degli stereotipi nei processi di selezione. Questa attenzione si estende alla didattica e alla ricerca, dove la dimensione di genere viene integrata nei programmi di insegnamento attraverso percorsi di formazione specifici e iniziative informative rivolte alla comunità studentesca e accademica.
Un pilastro imprescindibile del documento riguarda la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere, al mobbing e alle molestie sessuali. Il piano prevede azioni di monitoraggio costanti e campagne di comunicazione capillari per costruire una rete di protezione efficace. Rispetto alla versione precedente, il nuovo Gep introduce inoltre un sistema strutturato di autovalutazione, rendendo il monitoraggio delle azioni un impegno permanente per misurare l’efficacia reale degli interventi messi in campo. Questo processo, nato da un confronto partecipativo che ha coinvolto l’intero Ateneo, pone al centro la valorizzazione della persona e delle sue identità plurime.
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