Alto Garda

martedì 25 Agosto, 2026

Una «mostra – sentiero» in centro per celebrere il primo secolo della Sat di Riva

di

Dai Giardini Verdi alla chiesa dell’Inviolata, immagini e podcast raccontano l’evoluzione di un alpinismo lacustre rivolto al futuro

Non poteva che partire nei pressi dell’Hotel Giardino Verdi di Riva il percorso pensato dai satini per rievocare e far conoscere al grande pubblico la storia della propria sezione della Società degli Alpinisti Tridentini: dalle escursioni all’alpinismo, dalla nascita dei rifugi alla cura dei sentieri, fino a quel legame tra lago e montagna che da sempre caratterizza la Sat rivana. È proprio lì, infatti, che tutto ebbe inizio il 24 marzo 1926 e che oggi, nel giardino antistante, è stato collocato il primo dei dieci totem di un percorso urbano da vedere e ascoltare.

«Abbiamo voluto raccontare il nostro centenario portandolo nelle piazze di Riva – ha spiegato il presidente della Sat di Riva Michele Mandelli –. L’installazione è un invito a camminare lungo le tappe che raccontano la nostra storia. Non troverete date, ma nomi e volti di persone che hanno dedicato il proprio tempo alla Sat e alla comunità, creando rifugi, aprendo e mantenendo puliti e sicuri sentieri e accompagnando sempre più giovani». I totem, al pari di un sentiero di montagna, costituiscono così dei ponti ideali tra passato e futuro, che connettono persone diverse, invitandole a conoscere più da vicino – e magari a unirsi a – un gruppo che, con i suoi oltre mille iscritti, è una comunità intrecciata a doppio filo con la vita della città che ne è sede. «Il 1926 – ha ricordato il sindaco di Riva e satino di lungo corso, Alessio Zanoni – fu un anno cruciale per Riva, perché nacquero la Sat, l’Apt e l’Agraria. Tutte realtà che, seppur in modi differenti, hanno plasmato la nostra comunità». La Sat, in particolare, si è distinta attraverso il volontariato, «vero cuore pulsante di ogni società». Ed è proprio da questo spirito e da questo lavoro corale che nascono l’iniziativa e il suo frutto: tante piccole opere d’arte disseminate lungo le vie e le piazze della città, divenuta un vero e proprio museo a cielo aperto.

Bailoni Serramenti ha donato le lastre di vetro e Grafica 5 vi ha stampato immagini e materiali provenienti dagli archivi della Sat. Il risultato richiama in ogni elemento il paesaggio alpino. «Abbiamo voluto utilizzare il linguaggio della montagna – ha spiegato Pierluca Malcotti, architetto e ideatore delle installazioni –. Alla base ci sono gli omini di pietra che, lungo i sentieri, indicano la strada a chi viene dopo; il larice richiama i profili dei monti, mentre il vetro evoca l’acqua del Garda, l’aria pura dell’alta quota e, nella sua fragilità, quella di questi magnifici paesaggi». Ma il percorso, oltre che da vedere, è anche da ascoltare. Ciascuna installazione è infatti accompagnata da un QR code che permette di accedere a uno dei dieci podcast raccontati dalla voce di Lorenzo Caviglia dell’Associazione Teatrale Universitaria e costruiti a partire dalla ricerca storica condotta da Mauro Grazioli negli archivi cartacei e fotografici della sezione. Lo sguardo, però, non è rivolto soltanto al passato. Dai Giardini Verdi il percorso si dipana attraverso Largo Medaglia d’Oro, il Palavela, i Giardini di Porta Orientale, piazza Garibaldi, il Parco del Brolio, piazza delle Erbe, piazza Catena e Porta San Marco-via Fiume, per approdare infine all’Inviolata con una tappa dedicata al futuro: alle donne e alle nuove energie chiamate a scrivere il prossimo capitolo della sezione. Perché, come un sentiero di montagna, anche questo itinerario non serve soltanto a ricordare i passi di chi è venuto prima, ma a indicare la strada a chi verrà dopo.

Commenti: