Pallavolo
martedì 1 Novembre, 2022
Supercoppa italiana, Trento deve accontentarsi del terzo posto. Trofeo a Perugia
di Alessio Kaisermann
Coach Lorenzetti ha scelto di tenere in panchina i protagonisti della semifinale, schierando Cavuto, Nelli, Dzavornok e D’Heer
L’Itas Volley chiude al terzo posto l’edizione 2022 di Supercoppa.
Trento, da detentrice del trofeo della passata stagione, non è riuscita a ripetersi uscendo sconfitta dalla prima sfida di semifinale – contro Perugia – andata in scena lunedì sera a Cagliari ma vittoriosa nella finale che valeva il terzo posto contro Modena.
Nella prima sfida di lunedì pomeriggio è servito, comunque, il tie-break per decretare chi sarebbe passato alla finalissima del primo novembre. Il Perugia di Giannelli ha dovuto sfoggiare il meglio di sé per avere ragione di una Trento trascinata da Michieletto, Kazijski e da Laurenzano, soprattutto.
É finita 3 a 2 con i perugini qualificati per la finalissima contro Civitanova.
Trento ha dovuto ripiegare sulla sfida di martedì pomeriggio, valida per il terzo e quarto posto, contro Modena.
Coach Lorenzetti ha scelto di tenere in panchina i protagonisti della semifinale, schierando Cavuto, Nelli, Dzavornok e D’Heer. Ritmi alti e primi due set finiti uno per parte poi tornano in campo alcuni dei titolari e Trento si prende la scena chiudendo la sfida sul 3 a 1.
Finisce così, con la terza piazza per Trento e la Supercoppa italiana 2022 – primo trofeo di questa stagione – assegnata a Perugia che ha vinto la finale contro gli emiliani al tie-break.
Attivi di brividi nel finale per una bruttissima caduta a terra di Wilfredo Leòn che ha sbattuto violentemente il capo sul parquet del PalaPirastu. Fortunatamente il giocatore si è ripreso dopo alcuni istanti di apprensione.
Sport
Yeman Crippa e il trionfo a Parigi: «Nelle maratone ho preso tante batoste, ho imparato a soffrire. Al traguardo avevo i battiti alti più per l’emozione che per la fatica»
di Jacopo Mustaffi
Il mezzofondista trentino è il primo europeo a vincere nella capitale francese dopo 24 anni: «Il mio nome significa "braccio destro di Dio". Mi sarei rispecchiato di più se fosse stato "la gamba destra"...»
L'intervista
Ciclismo, Edoardo Zambanini pronto alla stagione mette nel mirino il Giro: «È uno degli obiettivi principali»
di Jacopo Mustaffi
Il corridore trentino della Bahrain Victorious si racconta dopo la Milano-Sanremo: tra sogni in rosa, classiche e il legame con il territorio. «La bici? Sarà un ritorno al passato, ma in positivo»