Utilizzare i sentieri montani come spazio di incontro, di crescita, e di inclusione sociale. Partirà lunedì con questo spirito la settimana di «Paganella Way», il cammino inclusivo a sei tappe tra la Piana Rotaliana e l’altopiano della Paganella, organizzato dall’associazione Dolomiti Open e Sportfund Est, in collaborazione con l’Apt Dolomiti Paganella, e che coinvolgerà numerose realtà legate al mondo della disabilità, come le cooperative sociali Gsh e Cs4, l’Anffas di Aldeno e di Tione, e Casa Sebastiano. Lo spirito è quello di fare gruppo, creare rete tra le varie realtà che parteciperanno, e dare l’opportunità a tutti di mettersi a disposizione per compiere un’impresa sportiva di gruppo.
Sei tappe in sei giorni
«Il primo tragitto sarà da Lavis a Mezzolombardo, una tappa in pianura dove sarà possibile partecipare anche con tricicli con guida affiancata, hanbike e biciclette – spiega Rosario Fichera, organizzatore dell’iniziativa – poi si percorrerà invece, solo a piedi, tutto l’altopiano della Paganella tra Fai, Andalo, Spormaggiore, Molveno e si concluderà sabato a San Lorenzo Dorsino, raggiungendo la “Falesia dimenticata”, che è uno spazio che era stato abbandonato negli anni 80’ e che Dolomiti Open ha acquistato pochi anni fa ed ha restituito alla comunità, in cui adesso si organizzano spettacoli e altre occasioni di incontro».
Nata sulla scorta delle edizioni precedenti («Dalle Dolomiti all’Etna» nel 2024 e «Trentino Way» nel 2025), l’esperienza di quest’anno avrà l’obiettivo di coniugare turismo sostenibile, sport e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale trentino.
«L’unione fa la forza»
«Ci sono già più di cento persone coinvolte in totale – continua Fichera – tra cui tante cooperative sociali trentine. L’iniziativa ovviamente è aperta a tutti, l’obiettivo cardine è creare occasioni di incontro tra le persone e anche tra le varie realtà che si occupano di disabilità: i ragazzi stessi saranno i protagonisti».
L’itinerario abbraccia dunque volontari, accompagnatori, ragazzi, ragazze e famiglie della Piana e non. «Con noi scaleranno persone con autismo, sindrome di down, amputazioni – continua l’organizzatore – ogni persona avrà il modo di mettere a disposizione le proprie abilità per completare il percorso. Partiamo dal presupposto che le attività di ognuno rappresentano una ricchezza di tutti, e lavorando in gruppo le abilità di ognuno arricchiscono tutti quanti».
Accanto ai viaggiatori, ci saranno Educatori, Guide Alpine, Accompagnatori di Media Montagna, Istruttori di Mountain Bike e guide locali, che racconteranno il territorio sia dal punto di vista naturalistico che da quello storico.
Il volontariato trentino
«Io sono un volontario e devo dire che in Trentino abbiamo molte realtà all’avanguardia e che svologno attività bellissime sul piano della disabilità», commenta Fichera analizzando la situazione del volontariato nella nostra regione. Però, secondo l’organizzatore di «Paganella Way», c’è ancora del lavoro da fare.
«Penso che in tutta Italia ci sia ancora tanto da fare – prosegue – e anche nella nostra regione. Ma sicuramente occasioni come questa ci aiutano a creare rete tra le varie realtà del territorio, e ognuno di noi può dare un piccolo contributo».
Per Fichera l’accessibilità si costruisce anche attraverso iniziative come questa.
«In Italia ci sono circa tre milioni di persone con disabilità – rimarca – ed è quindi un tema che riguarda tutti. Bisogna poi parlare oltre che delle persone con disabilità anche delle famiglie che ci sono dietro. L’inclusione è strettamente legata anche all’accessibilità delle strutture, degli alberghi, e anche dei trasporti».
Dolomiti Open è da anni attenta al tema, e sta intensificando le attività sull’altopiano della Paganella e nella Piana Rotaliana.
«Siamo al terzo anno consecutivo di iniziative di questo genere ma è la prima che è una vera e propria camminata inclusiva con un percorso preciso: Dolomiti Open è attiva sul territorio da dodici anni, e l’intenzione è quella di continuare così», conclude l’organizzatore Fichera.
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