Alta Valsugana
martedì 25 Agosto, 2026
Salvò il turista che ha rischiato di morire per recuperare il figlio nel lago, per Filippo Murgia l’encomio del Comune: «Mi esercito come sub da più dieci anni. L’acqua torbida, temevo di non raggiungerlo»
di Luigi Carretta
Il nepalese, dato in fin di vita, si sta intanto riprendendo: ora è in ospedale a Bassano
«Un gesto esemplare di coraggio, abnegazione e altissimo senso civico». Con queste motivazioni il Comune di Calceranica al Lago ha conferito oggi pomeriggio (martedì 25 agosto) un encomio solenne a Filippo Murgia, il 33enne sub e apneista che lo scorso 4 agosto si era tuffato nelle acque del lago di Caldonazzo riuscendo a recuperare un turista di origine nepalese finito sul fondo mentre cercava di soccorrere il figlio di quattro anni. La cerimonia si è svolta al Teatro Sant’Ermète, alla presenza dell’amministrazione, della cittadinanza e dei rappresentanti delle istituzioni. La vicenda risale al pomeriggio del 4 agosto, quando padre e figlio erano finiti in difficoltà nelle acque davanti all’hotel Piroga. «Dopo quanto accaduto mi sono informato presso il commissario del Governo, perché ritenevo giusto e doveroso tributare un riconoscimento ufficiale all’eroico gesto di Murgia – ha spiegato il sindaco Gianni Marzi –. Abbiamo quindi deciso di consegnargli un encomio per riconoscere pubblicamente il coraggio dimostrato nel salvare una persona in pericolo». A ripercorrere quei drammatici minuti è stato lo stesso Murgia.
«Faccio subacquea dal 2015 e da qualche anno ho iniziato a praticare anche l’apnea, arrivando fino a una profondità di una decina di metri. Questa esperienza mi ha permesso di intervenire quel giorno, scendendo fino a sette-otto metri». Le urla provenienti dalla spiaggia avevano richiamato la sua attenzione. Il bambino era stato recuperato per primo, mentre del padre non si vedeva più traccia. L’acqua era poco limpida e Murgia dovette immergersi più volte prima di riuscire a individuare l’uomo sul fondo. Le prime cronache raccontarono di tre o quattro tentativi compiuti quando era ormai quasi allo stremo delle forze. «Quando l’ho trovato l’ho afferrato per il petto e sono riuscito a riportarlo in superficie. Poi l’ho trascinato fino a riva e ho iniziato a praticargli il massaggio cardiaco. Successivamente sono intervenute altre persone ad aiutarmi, perché ero completamente stremato». Una fatica ricordata anche dal sindaco: «Io sono arrivato quando il turista era già a riva e ho visto Filippo completamente esausto per lo sforzo fisico sostenuto durante il salvataggio».
Sul posto era intanto scattata una vasta operazione di soccorso, con vigili del fuoco, bagnini di Spiagge sicure, carabinieri, polizia locale, ambulanze ed elicotteri. Il bambino era stato trasferito a Verona, mentre il padre era stato intubato ed elitrasportato in condizioni gravissime. Quello di Murgia fu un gesto immediato, compiuto senza esitazioni. A spingerlo in acqua, oltre alla preparazione maturata nelle immersioni, forse anche quello spirito di aiuto verso le persone in pericolo appreso nel corpo dei vigili del fuoco volontari, dove aveva prestato servizio in giovane età. Una tradizione di famiglia, visto che suo padre è oggi comandante dei vigili del fuoco volontari di Calceranica. Insomma, buon sangue non mente. Già nelle ore successive all’incidente Murgia aveva raccontato di avere agito d’istinto, sapendo che ogni minuto poteva essere decisivo. Ora arrivano anche notizie che lasciano spazio alla speranza. Murgia, attraverso alcuni canali social sui quali segue gli aggiornamenti, ha saputo che il turista, attualmente ricoverato a Bassano, starebbe lentamente riprendendosi. La speranza è quindi che possa continuare a migliorare e guarire presto.
Sul palco a ringraziare Murgia è intervenuto anche Roberto Paccher, del Consiglio provinciale, che gli ha consegnato la spilla della Regione quale riconoscimento per l’atto eroico e per essersi prodigato in favore degli altri. Anche il presidente della Comunità di valle Andrea Fontanari ha consegnato un riconoscimento, mentre il comandante della stazione dei carabinieri ha voluto personalmente ringraziare il 33enne.
L’encomio ha così trasformato il salvataggio del 4 agosto in un esempio pubblico di solidarietà e senso civico, riconoscendo a Murgia il coraggio di avere messo le proprie capacità al servizio della vita di un’altra persona. «Ci auguriamo – ha concluso il Marzi – che gesti come questo possano servire da esempio per gli altri».
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