Crisi climatica
giovedì 2 Luglio, 2026
I fiumi pagano il conto della siccità di giugno, il bacino del Po (con Sarca e Chiese) in sofferenza: «Cominciate a risparmiare acqua»
di Redazione
L'Osservatorio del distretto delle Alpi Orientali ha confermato il livello di severità bassa. Innalzato a medio, invece, quello del Po
La situazione idrica dei maggiori fiumi trentini al momento non preoccupa: l’Osservatorio del distretto delle Alpi Orientali ha confermato il livello di severità bassa per una possibile carenza d’acqua nei bacini dell’Adige e del Brenta. Diversa la situazione, invece, nel distretto del Po, dove è stato innalzato al livello medio il grado di severità idrica per il bacino a cui contribuiscono anche i fiumi Chiese e Sarca. A determinare lo scenario è stata l’ondata di calore della seconda metà di giugno, che ha accentuato gli effetti del ridotto innevamento invernale e delle scarse precipitazioni primaverili.
Nel bacino dell’Adige restano confermate le misure di gestione finalizzate a garantire il mantenimento della portata minima del fiume (pari a 80 metri cubi al secondo), indispensabile per salvaguardare l’approvvigionamento di acqua potabile nelle aree prossime alla foce e contrastare la risalita di acqua salata dal mare Adriatico. Nel bacino del Po, invece, l’innalzamento del livello di severità tiene conto delle previsioni di temperature superiori alla media e dell’aumento dei consumi idrici tipico della stagione estiva.
La Provincia rinnova l’appello a tutti i cittadini affinché adottino un uso consapevole e parsimonioso dell’acqua. In particolare, si raccomanda di limitare i consumi non essenziali.
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