Animali
giovedì 2 Luglio, 2026
Ondata di calore, pericoli anche per i volatili. Particolare attenzione ai rondoni, l’esperta: «Se trovati a terra vanno sempre recuperati»
di Redazione
Non è raro che i piccoli si lancino dai nidi nei sottotetti per le temperature troppo elevate
L’ondata di caldo di questi giorni sta causando problemi anche ai volatili, in particolare ai rondoni. Il Crab (Centro Recupero Animali Selvatici di Bolzano) sta infatti accogliendo un numero crescente di giovani esemplari caduti dai nidi a causa delle temperature estreme, in particolare nei sottotetti degli edifici dove sono soliti nidificare. Al momento sono 10 contemporaneamente in cura e degenza.
«Con il caldo arrivano moltissimi rondoni – conferma la dottoressa Anna Sturaro – perché in questi giorni i sottotetti diventano letteralmente incandescenti e i piccoli, pur di sfuggire a temperature insostenibili, si buttano fuori dal nido prima del tempo. Il problema è che non sono ancora in grado di volare e finiscono inevitabilmente a terra. Dove un rondone non dovrebbe stare mai». Il fenomeno non riguarda casi isolati. Le ondate di calore degli ultimi anni stanno rendendo sempre più frequenti queste situazioni in tutta Europa.
La dottoressa si rivolge poi ai cittadini con un appello: «Un rondone trovato a terra va sempre recuperato. Sono animali straordinari, evoluti praticamente per vivere sempre in volo: mangiano, dormono e perfino si accoppiano mentre volano. Hanno ali lunghissime ma zampe molto corte e tozze, che non consentono loro di decollare dal terreno. Se rimangono a terra, senza l’intervento dell’uomo, sono destinati a morire» Per questo motivo il Centro invita a non ignorare mai un rondone rinvenuto sul suolo e, soprattutto, a non lanciarlo in aria nel tentativo di farlo ripartire: se il giovane non ha ancora completato lo sviluppo, ricadrà immediatamente rischiando ulteriori traumi. Il comportamento corretto consiste nel raccoglierlo delicatamente, sistemarlo in una scatola di cartone, mantenerlo in un luogo fresco e ombreggiato e contattare quanto prima un centro specializzato nel recupero della fauna selvatica.
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