l'intervista
lunedì 19 Ottobre, 2026
L’assessore Brugnara: «Tutti i giorni in via Venezia vedo la foto della 16enne uccisa dal motociclista. Sulle Zone 30 nessun passo indietro»
di Gabriella Brugnara
Le parole del delegato alla mobilità del Comune: «Mattarello? Abbiamo sbagliato. Il doppio senso tornerà dopo il parere della circoscrizione»
Mercoledì sera a Mattarello c’è stata la restituzione della sperimentazione Strade da vivere. A prendere parte a tutta la serata, fin dall’inizio, è stato il sindaco Franco Ianeselli, che ha subito annunciato l’intenzione di non mantenere il senso unico in via Catoni. E residenti e abitanti hanno fatto sentire la propria voce in numerosi e accesi interventi. Molto più defilata invece è stata la presenza dell’assessore alla mobilità Michele Brugnara, che fin dall’inizio della consiliatura guida tutte le attivazioni delle Zone 30 (con il limite dei 30 all’ora) in città.
Assessore, com’è andata la serata di Mattarello dal suo punto di vista?
«Per me una grande partecipazione è sempre un aspetto importante quando c’è da migliorare la qualità della vita nel quartiere. Io di positivo mi porto via il fatto che in quasi tutti gli interventi sono state colte le criticità di partenza, che sono le velocità: vie come Catoni, Guido Poli e Torre Franca hanno dei picchi di velocità fuori scala, e su questo i dati parlano chiaro non hanno colore politico. Queste velocità possono comportare incidenti tragici, quindi noi dobbiamo avere la massima responsabilità e mettere in atto delle azioni che prevengano scontri. Poi, dalle valutazioni che abbiamo fatto, emerge che il senso unico in via Catoni non sia funzionale e quindi, come ha detto il sindaco fin dall’inizio, nel progetto definitivo proporremo quindi alla circoscrizione il doppio senso. Per il resto dovremmo prevedere delle misure di moderazione, con restringimenti di carreggiata, attraversamenti pedonali rialzati. Su via Torre Franca, abbiamo fatto la richiesta dei cuscini berlinesi e aspettiamo il riscontro del ministero».
È comunque anche la prima volta che c’è una marcia indietro così netta. E il sindaco stesso a fine serata ha aperto anche alla possibilità di rimettere in discussione anche gli interventi sui parcheggi intorno alle scuole.
«Adesso noi faremo una proposta di progetto definitivo: come ha detto il sindaco, nessuno impone nulla, e vediamo se nella proposta togliamo i 6 posti auto davanti alla materna o meno, faremo una valutazione con gli uffici su questo».
Quindi per capirci questo doppio senso di via Catoni viene ripristinato quando e se il Consiglio circoscrizionale darà il suo parere o immediatamente?
«Dopo il parere della circoscrizione».
Quindi rimane il senso unico finché non arriva questo parere?
«Sì, con i consulenti tecnici, elaboriamo la proposta di progetto definitivo, poi la passiamo alla Circoscrizione, che dovrà convocare la commissione territorio. Poi andrà in Consiglio circoscrizionale e ci restituiranno il parere».
Come ha vissuto la presenza del sindaco per tutta la serata? Una bella assunzione di responsabilità da un lato, ma dall’altro è venuto ad annunciare un passo indietro.
«Si sapeva che sarebbe stata una serata difficile, però è andata tutto sommato bene. Ma la consapevolezza che noi dobbiamo andare avanti sulle Zone 30 c ‘è tutta. Non c’è ombra di dubbio, dobbiamo portare avanti quello che abbiamo proposto ai cittadini quando ci siamo candidati nel 2025».
Quindi nessuna attenuazione dei progetti Strade da vivere?
«No, certo che no, anche se ogni situazione ci aiuta a capire come fare meglio alcuni passaggi, quello sì: ad esempio la prossima volta non faremo l’errore del mancato passaggio in Consiglio circoscrizionale».
Quindi massima serenità anche nei rapporti di giunta? È anche stato messo di fronte a un fuoco di fila da parte della minoranza, in queste settimane.
«Sì, però fa parte del ruolo, è così un po’ in tutte le città: la destra contesta la moderazione della velocità, contesta se dai la priorità al trasporto pubblico, è proprio un atteggiamento che vediamo purtroppo in tante altre città. Ma noi abbiamo la pressione dei quartieri che ci chiedono di intervenire con le Zone 30, questo è il dato politico importantissimo».
Mattarello stesso chiedeva la Zona 30.
«Sì, da tanto tempo. Bisogna però anche ascoltare i tecnici, perché tutti quanti sembrano ingegneri, urbanisti, tecnici, ingegneri, geometri: come con la nazionale di calcio che sono tutti commissari tecnici. La mobilità è un po’ così, invece ci vogliono esperienza e visione, bisogna seguire le indicazioni e poi i tecnici troveranno le soluzioni. Noi dobbiamo ascoltare la comunità, ma poi anche i tecnici che trovano le soluzioni migliori. La mia grande preoccupazione è che domani non ci sia un incidente stradale. Tutti i giorni in via Venezia vedo la foto della ragazza di 16 anni uccisa dal motociclista, morto anche lui, poi in via Maccani, poi i tre ciclisti uccisi, di cui ho incontrato le famiglie: sei morti qui intorno a Trento. Dobbiamo pensare alla qualità della vita delle persone e porre la maggior attenzione possibile ai bambini e alle persone anziane, a chi è più vulnerabile. E che non ci siano più macchine che passano a 70 all’ora davanti alla scuola o ai 90 in via Catoni e ai 102 in via Torre Franca».
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