L'incontro
sabato 29 Novembre, 2025
Salute mentale, monito della garante per i minori di Trento: «Dev’essere un diritto presente fin dalla nascita»
di Irene Parietti
L'incontro nell'ambito del festival Lunatici per affrontare il tema del benessere psichico
La salute mentale riguarda tutti: al Palazzo della Regione, l’incontro «Il diritto alla salute mentale non ha età. Un dialogo tra generazioni». L’evento, che fa parte del festival «Lunatici» – dedicato a giovani e salute mentale – si è proposto come un dialogo aperto tra generazioni sul tema. Sono intervenuti Anna Berloffa, garante dei diritti dei minori per la Provincia di Trento, e Fabrizio Pedron, educatore professionale e formatore, esperto di partecipazione. Tema centrale è stato quello del diritto fondamentale di ogni persona, anche di minore età, a ricevere ascolto, cura e protezione.
«Lunatici» è un festival ideato dall’associazione Ama Trento, co-organizzato e sostenuto da Fondazione Caritro e Rotary Valli Trentine, e nato anche grazie al sostegno del Comune di Lavis. Ama si occupa da anni di salute mentale, soprattutto nel mondo adulto. Il festival nasce dalla necessità, sempre crescente e molto sentita tra i giovani, di sensibilizzare sul tema della salute mentale anche dei bambini e degli adolescenti. Il cuore del festival è un’escape room educativa, che combina gioco e riflessione, aperta a Palazzo de Maffei a Lavis fino al prossimo 6 dicembre.
«La salute mentale riguarda tutti, ed è un diritto che deve essere presente fin dalla nascita, fin dalla fase prenatale», ha spiegato Anna Berloffa. Secondo Fabrizio Pedron: «Ragionare, sul tema della salute mentale, in chiave di diritto è un approccio che può fare la differenza. Siamo abituati a pensare alla salute mentale come a un bisogno, ma non è solo questo».
Pochi giorni fa, il 20 novembre, è stata celebrata la giornata internazionale della Convenzione per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. La Convenzione, approvata dall’assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, è stata in Italia ratificata con la legge n. 176 del 1991. Dei 54 articoli che la formano, la Garante ha sottolineato quattro pilastri: il superiore interesse del minore, il diritto alla vita, il diritto alla partecipazione e all’ascolto. «La legge prevede che nelle decisioni prese dall’autorità giudiziaria il bambino che abbia compiuto almeno 12 anni venga sempre ascoltato, perché è importante comprendere il loro punto di vista». È dunque essenziale che il punto di vista dei bambini venga ascoltato. «Spesso è l’adulto che deve prendersi la responsabilità di alcune scelte difficili, ma queste scelte non possono essere davvero complete senza l’opinione del bambino», ha detto Pedron. «Il mondo è adultocentrico, ma la salute mentale riguarda tutti».
Il tema della salute mentale è infatti molto sentito dai giovani. Non a caso, «Lunatici nasce dai questionari raccolti dai ragazzi e le ragazze delle superiori, che ci chiedono a gran voce di parlare di questi temi». È importante, soprattutto, che su queste tematiche si instauri un dialogo tra le generazioni, tra giovani e adulti: «La verità sta nell’insieme dei due sguardi. È necessario un confronto tra generazioni», ha detto Pedron.
«Noi adulti consideriamo l’adolescenza solo come una fase di transizione all’età adulta, togliendole ogni dignità. Ma l’adolescenza non è solo transizione: è una fase importantissima». Pedron ha poi spiegato l’importanza di un discorso sulla salute mentale che sia incentrato sui diritti e non sui bisogni: «Sui bisogni si interviene quando li si vede, quando già il problema c’è». Dal punto di vista del diritto, invece, «Ciascuno di noi ha il diritto di stare male. Tutti noi abbiamo la responsabilità di creare le condizioni affinché le persone non arrivino a stare così male».
I giovani non sono solo il futuro, sono anche il presente. È importante pensare alla loro salute fin da subito, perché la salute è un diritto di tutti e tutte.
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