La storia

sabato 9 Maggio, 2026

Rovereto, la fumetteria «Tra le nuvole» trasloca in via Rialto: «Il negozio fisico vince sull’algoritmo grazie al calore umano e ai consigli personalizzati»

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Dopo vent'anni e tre diverse sedi, Angelo Sotgia ricomincia nel cuore del centro storico: «Sarà come la bottega di Olivander»

Dopo quindici anni in vicolo Parolari e gli ultimi cinque in Corso Rosmini, la fumetteria «Tra le nuvole» cambia casa e si appresta a riaprire in via Rialto 32. Tra scatoloni pieni di fumetti e manga ma anche ricordi personali, il titolare, Angelo Sotgia, guarda al passato e al futuro di un’attività che ha invogliato a leggere diversi roveretani.
Cosa le piace di più del suo lavoro?
«Il bello di questo lavoro è stare a contatto con la gente. In negozio si trova il calore umano di un personale che ti conosce per nome, sa i tuoi gusti e ti dà consigli basati sulla conoscenza reciproca. Io ho clienti che vengono qui dal 2005: ho cresciuto generazioni di piccoli lettori».
Esiste un lettore tipo?
«Ho un’utenza molto variegata, come i generi proposti: generalmente dai nove-dieci anni si leggono i fumetti per i ragazzi; i più grandicelli, fino ai quaranta-cinquant’anni, prediligono manga giapponesi e graphic novel. Mi sono capitati anche genitori entrati per fare un regalo al figlio e usciti con un libro per sé. La lettura può essere un rifugio dalla quotidianità: prima o poi capita di trovare un personaggio che ha dovuto affrontare le stesse problematiche, anche se in mondi fantastici. Credo che questo dia conforto».
Quanto conta oggi una fumetteria fisica in città?
«Quando ho iniziato il fumetto era una cosa di nicchia e l’online non aveva ancora preso piede. Poi è arrivato Amazon con scontistiche non regolamentate che potevano fare veramente male a noi negozianti. Infine, la Legge sul libro del 2020 ha fortunatamente messo un tetto allo sconto massimo, passando dal 15 al 5%. E la gente ha ricominciato a frequentare le librerie».
Cosa si trova in più da voi?
«Io dico sempre che fumetti e manga si comprano da chi li legge. Tutti possono venderti qualcosa. Però, se non hanno le conoscenze, il servizio è incompleto. Questo discorso vale a maggior ragione per i negozi online: l’algoritmo non fa sempre proposte adeguate; spesso si basa semplicemente sugli acquisti precedenti, rischiando di risultare troppo generico».
Perché ha sentito l’esigenza di spostarsi?
«Il negozio precedente era su due piani — uno per la fumetteria, l’altro per la caffetteria. A un certo punto non ho più potuto mantenere il personale e sono rimasto solo. I continui spostamenti erano stancanti e allora ho cercato una via di mezzo tra questo edificio gigantesco e lo spazietto che avevo inizialmente in via Parolari, a cui resto, però, molto affezionato: lì ho conosciuto mia moglie e visto mia figlia muovere i primi passi. Alla fine sono approdato in via Rialto, in un negozio storico, che mi piace moltissimo perché ricorda quello di Olivander nella saga Harry Potter».
Come vede il centro da commerciante?
«Da commerciante roveretano, sono innamorato del centro storico. Ho letto pochi giorni fa l’intervista ai proprietari della libreria Arcadia. Certo, la città è cambiata tanto; ci sono sicuramente delle zone trascurate e più negozi sfitti, però non mi sembra che il centro sia abbandonato.
Anzi, per ora ho trovato un ambiente molto migliore che in corso Rosmini, dove ho avuto pochissime interazioni. L’accoglienza qui mi ha invece lasciato senza parole; ho visto un modo di fare commercio praticamente familiare: gli esercenti si ritrovano, fanno riunioni e si aiutano a vicenda. I rapporti sono davvero ottimi».
Collaborerà con «Rovereto and comics»?
«No, sono due anni che non me ne occupo. Per me, è un po’ una figlia che ho visto nascere, ma che ha preso una strada differente. So che la ripropongono in un formato arricchito e credo abbia buone possibilità di successo. Da quando ho aperto l’attività, le mie proposte sono state sempre ben accolte. Rovereto, da questo punto di vista, è una città ricettiva e dinamica. Penso sia un bene vengano offerte cose differenti».
La data ufficiale dell’inaugurazione non è ancora stata fissata, ma il programma è già ben delineato: incontri con gli autori e serate gioco trasformeranno il nuovo spazio in un luogo di ritrovo, nel segno di quel clima familiare e festoso che, secondo Sotgia, caratterizza il commercio di prossimità.