La sentenza
venerdì 19 Settembre, 2025
Perseguitava con messaggi e post una collega. Uomo di 60 anni patteggia 8 mesi per stalking
Era il suo superiore, per la ragazza aveva sviluppato un'ossessione
Ha patteggiato una pena di otto mesi di reclusione, oltre a un risarcimento di mille euro e all’impegno di frequentare un corso per uomini maltrattanti, un sessantenne trentino accusato di aver perseguitato una collega che aveva il compito di coordinare. Ieri il patteggiamento è stato concluso davanti al giudice Gianmarco Giua. Era presente anche la vittima degli atti persecutori, una donna trentenne che si è decisa a presentare denuncia dopo circa tre anni di ansie e timori. Secondo quanto raccontato dalla giovane donna, il rapporto con quell’uomo che coordinava il suo lavoro insieme a quello di altre colleghe, sarebbe cambiato in maniera repentina. La giovane ha detto che prima l’uomo era tranquillo e non le riservava attenzioni particolari. Poi, quando la giovane aveva ancora ventisette anni, sarebbero iniziati i messaggini. Prima whattsapp dal tono normale, solo un po’ più confidenziale. Poi il tono sarebbe cambiato diventando sempre più insistente. Dai normali inviti a uscire insieme si è passati a pressioni sempre più pesanti. L’uomo sembrava ossessionato dalla ragazza. Diventava geloso e le sue richieste di attenzione aumentavano di grado. Non solo. Poi, nel corso dei mesi e degli anni si è passati dai messaggi ai fatti. L’uomo non si è più limitato a scriverle, ma ha iniziato a seguirla per vedere dove andasse e chi incontrasse. La sua presenza era diventata ormai costante e la ragazza non sapeva più come sottrarsi a quelle attenzioni così pesanti. Ma poi le cose sono ulteriormente peggiorate. L’uomo ha iniziato a cercare di screditare la ragazza con post su Facebook. Ormai non faceva mistero della sua ossessione e ne parlava sempre più spesso sulla sua pagina. Era arrivato a citare anche stralci di chat tra la ragazza e altre persone dimostrando di sapere anche questioni riservate che riguardavano la giovane. Un elemento questo che ha aumentato in maniera più che comprensibile i timori della ragazza che si è sentita spiata anche sul telefono. La giovane ha temuto di avere il cellulare sotto controllo, ma l’uomo non si è fermato qui. Ha chiesto sia a lei a che a sua madre di poterla sposare. E non pago ha fatto pressioni anche con altri post su facebook. A questo punto, quando la situazione è diventata intollerabile, è partita la denuncia. Durante le indagini sono stati acquisiti gli screenshot dei messaggi inviati dall’uomo e dei post che pubblicava online. Così il suo difensore, l’avvocato Andrea Stefenelli, ha avanzato richiesta di patteggiamento. La pena di 8 mesi di reclusione, con l’aggiunta dell’impegno a seguire il corso per uomini maltrattanti, è stata giudicata congrua. La ragazza, che si era costituita parte civile, è stata risarcita, ma il suo obiettivo è quello di essere lasciata in pace e di non dover subire più attenzioni morbose che l’avevano preoccupata e stressata.
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