Il lutto
lunedì 17 Agosto, 2026
Addio alla ricercatrice Isabella Endrizzi: aveva 51 anni ed era l’esperta di consumi della Fondazione Mach
di Patrizia Rapposelli
Aveva tre figli adolescenti. I colleghi: «Appassionata e determinata con una grande umanità. Lascia un segno incancellabile»
«Era una donna speciale, una moglie presente e una mamma straordinaria». Andrea Osele ricorda tra le lacrime la sua Isabella. Si è spenta il giorno di Ferragosto dopo una lunga malattia. Isabella Endrizzi, ricercatrice della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, aveva 51 anni, ne avrebbe compiuti 52 il 25 novembre.
Lascia il marito Andrea con cui era sposata da vent’anni e i figli Elena, di 16 anni, Sara, di 12, e Loris, di appena 9 anni, oltre la famiglia allargata della comunità Fem che già domenica hanno voluto far sentire forte il loro abbraccio alla famiglia con una lunga lettera di cordoglio. «Era una mamma amorevole — racconta il marito con emozione — Isabella amava stare all’aria aperta e sciare. Era solare, una donna che sapeva farsi voler bene. In questo momento i ricordi di lei sono davvero tanti… Si è ammalata in questi ultimi due anni e mezzo… Ringraziamo l’ospedale per tutto quello che ha fatto per lei».
E, poi, c’era la passione per la ricerca. Isabella lavorava all’Unità Qualità Sensoriale della Fondazione Edmund Mach. Si occupava di scienze sensoriali e test del consumatore. Studiava le percezioni e le preferenze alimentari. Isabella era animata da entusiasmo, senso del dovere e dal grande altruismo. Un punto di riferimento per la sua famiglia e i colleghi. «Era una ricercatrice che ha dato tanto al suo lavoro e ha lasciato un segno — aggiunge — Ci teneva molto, la sua era passione pura».
La sua formazione era iniziata all’Università di Padova, dove nel 2003 aveva conseguito la laurea in Scienze statistiche demografiche e sociali. Dopo la laurea era entrata nel gruppo di ricerca Qualità Sensoriale della Fondazione Edmund Mach. Aveva partecipato a numerosi studi su diverse matrici alimentari, lavorando sulle tematiche legate alle scienze sensoriali e ai test del consumatore, sotto la supervisione di Flavia Gasperi. Nel 2008 il dottorato di ricerca in Metodi statistici per la ricerca scientifica, con una tesi dedicata al raggruppamento delle variabili attorno a componenti latenti e alla sua applicazione alla ricerca sui consumatori. Durante il dottorato aveva lavorato anche all’estero. Al Campden Bri di Chipping Campden, nel Regno Unito, si era occupata del controllo dell’attendibilità di un panel in contesti inter-laboratoriali. All’Enitiaa— Inra di Nantes, in Francia, aveva approfondito soprattutto i metodi di raggruppamento delle variabili. Un lavoro diventato poi il tema centrale della sua tesi.
Vicinanza dalla Fondazione: «Profondo cordoglio per la scomparsa di Isabella — scrivono in una nota — Stimata ricercatrice riconosciuta per il suo importante contributo alle scienze sensoriali e dei consumi. Forte della sua laurea e del dottorato in Metodi Statistici, ha dedicato la carriera allo studio delle percezioni e delle preferenze alimentari. Nel corso degli anni ha stretto preziose collaborazioni con prestigiosi centri di ricerca europei ed è stata membro attivo della Società Italiana di Scienze Sensoriali». I colleghi la ricordano con affetto: «Lascia un segno incancellabile nella comunità scientifica e umana — dicono — Appassionata e determinata, raggiungeva gli obiettivi che si prefiggeva». Addolorata anche la società sportiva, Usd Sopramonte, dove gioca a pallavolo la figlia Elena. «Siamo vicini alla nostra atleta e alla sua famiglia — dice il presidente Davide Agostini — Una scomparsa prematura». Domani, alle 10, si terranno i funerali al cimitero di Trento.
Val di Fiemme
Tesero, a una settimana dalla frana, riaperta la strada invasa da fango e rocce
di Redazione
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