Politica
lunedì 11 Maggio, 2026
Olimpiadi, ancora polemiche sui conti. Il Pd trentino: «Quanto sono costati i medici dislocati in val di Fiemme?»
di Redazione
E dalla Svizzera arriva il conto per il piano straordinario di viabilità: 2,8 milioni di euro
Fare luce sul numero di operatori sanitari impiegati durante gli eventi olimpici e sul costo sostenuto dal sistema sanitario trentino. È quanto chiede la consigliera provinciale del Pd Lucia Maestri, che ha depositato un’interrogazione alla Giunta provinciale dopo l’emersione del maxi-disavanzo legato alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026.
«Il grande evento olimpico si è concluso e sono venute a galla, purtroppo, situazioni debitorie dell’organizzazione che chiedono ai territori di intervenire per ripianare le “impreviste” perdite», scrive Maestri nel documento.
Il riferimento è al rosso da circa 300 milioni di euro che, secondo quanto emerso nelle scorse settimane, dovrebbe segnare il bilancio finale della Fondazione Milano Cortina. Di questi, circa 20 milioni potrebbero essere coperti dalla Provincia di Trento.
«Quanto sono costati medici e infermieri?»
Nel mirino della consigliera dem finiscono anche le spese sanitarie sostenute durante le Olimpiadi, in particolare in Val di Fiemme, uno dei territori coinvolti dalle competizioni.
«Nel conto complessivo dei costi rientrano anche le spese sanitarie che l’Asuit aveva definito dentro parametri di rimborso spese giornaliero», sottolinea Maestri.
Con l’interrogazione la consigliera chiede quindi di conoscere il numero totale di operatori sanitari impiegati durante i Giochi olimpici e paralimpici, quanti di essi appartenessero all’Asuit e quanti interventi siano stati effettuati nel corso delle manifestazioni sportive. Maestri domanda inoltre quante ore di servizio siano state sottratte all’attività ordinaria e quali ricadute questo abbia avuto sulla funzionalità del sistema sanitario provinciale. Infine, viene chiesto alla Giunta di chiarire il costo complessivo sostenuto dall’Asuit per ciascuna figura sanitaria coinvolta nell’evento.
«Altro che volano economico»
Si tratta della seconda interrogazione presentata da Maestri sul tema nel giro di pochi giorni. Già il 21 aprile la consigliera aveva chiesto chiarimenti sulle strategie con cui la Provincia intende affrontare il disavanzo olimpico.
«Altro che volano economico, le Olimpiadi invernali pare si stiano trasformando in un grosso deficit che anche il Trentino è chiamato a ripianare», aveva dichiarato.
Il buco di bilancio coinvolgerebbe anche gli altri territori interessati dai Giochi: al Veneto sarebbero stati richiesti 26 milioni di euro, alla Lombardia 60 milioni e all’Alto Adige 5 milioni.
Il conto «svizzero»
Nel frattempo, a quasi tre mesi dalla conclusione delle Olimpiadi, dalla Svizzera è arrivata una nuova richiesta economica legata alla gestione della mobilità verso Livigno.
Il Canton Grigioni ha infatti inviato all’Italia una richiesta di pagamento da 2,6 milioni di franchi svizzeri, pari a oltre 2,8 milioni di euro, per il piano straordinario predisposto durante i Giochi attorno al tunnel del Munt la Schera, collegamento strategico tra l’Engadina e l’Alta Valtellina.
Pur non ospitando gare olimpiche, il Canton Grigioni si è trovato a gestire una parte decisiva dei collegamenti verso Livigno, sede delle prove di freestyle e snowboard. Per questo motivo erano stati predisposti parcheggi decentrati, navette dedicate, trasporto pubblico potenziato e accessi contingentati lungo la galleria.
Alla fine, però, il traffico è stato inferiore alle previsioni iniziali. Circa 41 mila persone hanno utilizzato il trasporto pubblico tra Zernez, Val Monastero e Livigno durante i Giochi, evitando il caos che si temeva nelle settimane precedenti all’evento. Il costo complessivo del piano straordinario è così sceso dai 5,5 milioni preventivati a circa 3,5 milioni di franchi.
Il Canton Grigioni si è detto disposto a coprire circa 900 mila franchi, ma ritiene che il resto debba essere sostenuto dall’Italia sulla base del cosiddetto «principio di causalità», secondo cui il traffico sarebbe stato generato da un evento organizzato oltreconfine.
Da parte italiana, però, non sarebbe ancora arrivata alcuna risposta ufficiale. Sul tavolo ci sarebbe soltanto l’ipotesi di un contributo compreso tra 600 e 700 mila euro, ben lontano dai 2,8 milioni richiesti dalle autorità svizzere.
Anche perché Regione Lombardia attende ancora l’approvazione ministeriale dell’ultima variazione relativa ai