madonna di campiglio

lunedì 28 Settembre, 2026

Noleggiano due e-bike da 15mila euro ma non le restituiscono: denunciata coppia di turisti per truffa aggravata

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Per stipulare il contratto avevano fornito documenti di identità di paesi stranieri realizzati mediante l'impiego di avanzati software di intelligenza artificiale

Nelle scorse settimane, i Carabinieri della Stazione di Madonna di Campiglio, al termine di una complessa e meticolosa attività di indagine, condotta in sinergia con la Polizia Locale di Pinzolo, hanno denunciato presso il Tribunale di Trento un uomo e una donna per il reato di truffa aggravata.

I fatti risalgono agli inizi del mese di settembre quando, presso un negozio di noleggio della Val Rendena si è presentata una coppia di turisti che ha noleggiato tre bicilette e-bike, top di gamma, del valore commerciale complessivo di oltre 15.000 euro, esibendo documenti di identità di paesi esteri.

Purtroppo, allo scadere dei due giorni concordati per il noleggio, la coppia non ha provveduto a restituire le tre e bike. Non solo: i due si sono successivamente resi irreperibili, inducendo il titolare del negozio di noleggio a sporgere formale denuncia presso le autorità competenti.

Sul posto, si sono quindi portati i Carabinieri della Stazione di Madonna di Campiglio che hanno dato avvio alle indagini, dalle quali è emerso fin da subito la notevole scaltrezza della coppia: i due infatti, per stipulare il contratto di noleggio, avevano fornito documenti di identità di paesi stranieri totalmente falsi e realizzati mediante l’impiego di avanzati software di intelligenza artificiale non comunemente reperibili sul web.

A quel punto, l’attività investigativa si è quindi concentrata sull’analisi capillare dei sistemi di videosorveglianza urbana della zona. Attraverso il controllo a tappeto delle telecamere presenti, i militari e gli agenti della Polizia Locale hanno individuato il veicolo in uso alla coppia: un Suv di grossa cilindrata la cui targa straniera era stata volutamente occultata grazie all’installazione del portabici posteriore che appunto copriva i caratteri alfanumerici della targa.

Nonostante la mancanza anche della targa ripetitrice, obbligatoria per legge, grazie all’esame incrociato di ulteriori fotogrammi, gli operanti sono comunque riusciti a risalire al numero di targa completo, seguendo gli spostamenti del SUV fino al centro abitato di Pinzolo, ove veniva individuato l’albergo dove la coppia aveva soggiornato e quindi le loro reali generalità.

Purtroppo, non è stato possibile recuperare la refurtiva, in quanto la coppia aveva già lasciato il territorio nazionale fin dal giorno in cui avrebbero dovuto restituire le tre e bike; tuttavia i due, per i quali vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza di condanna passata in giudicato, sono comunque denunciati in stato di libertà il reato di truffa in concorso.

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