L'approfondimento

martedì 26 Settembre, 2023

Mauro Paissan e le proposte del Coordinamento provinciale imprenditori

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Il presidente del Cpi: «Ai politici chiediamo il coraggio di cambiare»

Le macro-sfide sono quattro. L’autonomia, il cambiamento climatico, le sfide demografiche e le nuove frontiere delle tecnologie. Non sfide ordinarie, ma «epocali», «di interesse fondamentale per il futuro della nostra Provincia», le definisce Mauro Paissan, presidente del coordinamento provinciale imprenditori (Cpi), nel presentare le proposte delle aziende trentine alla politica. Il documento presentato qualche giorno fa raccoglie i desiderata su cui ieri si sono confrontati i sei dei sette candidati alle elezioni del 22 ottobre. E a partire da quel dossier per «un Trentino moderno, sostenibile e attrattivo» Paissan chiede uno «sforzo condiviso straordinario», orientato ai prossimi 30 anni. «Non dobbiamo aver paura di cambiare», le sue parole. «Il sistema imprenditoriale ha svolto negli anni un ruolo decisivo nell’orientare e sostenere lo sviluppo sociale ed economico del Trentino – ha esordito Paissan – contribuendo a renderlo uno dei territori più attrattivi d’Europa, laboratorio di eccellenza imprenditoriale, ed economia inclusiva e solidale». Le crisi fuori dal controllo di politica e tessuto d’impresa sono arrivate una dopo l’altra: prima Vaia, poi la pandemia, seguite dalla guerra in Ucraina, dalla crisi energetica e dall’ultima scure rappresentata dai tassi d’interesse. Nonostante le emergenze, «le imprese di tutti i settori hanno continuato ad investire, dando un contributo essenziale alla resilienza e alla ripresa del nostro sistema», ha aggiunto il presidente del Cpi, presidente di Confesercenti del Trentino.

I quattro nodi
La prima priorità è la «tutela della speciale autonomia». Una sfida «urgente», a maggior ragione davanti alla «riforma frettolosa dell’autonomia differenziata delle regioni ordinarie rischia di sottrarre risorse finanziarie alle Autonomie speciali, e di rendere quindi difficile l’esercizio delle attuali competenze». Una priorità che, a cascata, tocca tutti i nervi scoperti, e che le imprese presentano come strumento per valorizzare lo sviluppo trentino. Il secondo pilastro dell’agire riguarda le sfide della sostenibilità ambientale. Perché sul clima «si reggono alcuni settori di primaria importanza per il nostro territorio, come l’agricoltura e il turismo», dice Paissan. Poi vengono le sfide demografiche, da cui dipendono «la carenza di manodopera, nostra maggiore emergenza» e, di riflesso, la sostenibilità del sistema previdenziale, la tenuta dell’assistenza sanitaria. Infine, l’evoluzione tecnologica e le nuove frontiere di sviluppo dell’intelligenza artificiale. «Senza dubbio un’opportunità positiva per la competitività delle imprese», la premessa. Eppure, «in assenza di investimenti strategici pubblici sull’eccellenza della ricerca, sulla formazione, e sulla rete di infrastrutture materiali e immateriali del territorio, rischiano di aprire un divario con le regioni più avanzate d’Europa».

Le proposte
Le proposte, lunghe e articolate nel documento, ieri sono state riassunte in apertura. Una sanità pubblica «di qualità, accessibile e moderna», un sistema dei Confidi «sempre più forte e attrezzato per aiutare le Pmi nella gestione del problema di accesso al credito», investimenti in infrastrutture (il Brennero, la Valdastico nord, la viabilità dell’Alto Garda, quella della Valsugana, la nuova stazione ferroviaria di Trento, il Bypass), burocrazia snellita, digitalizzazione della pubblica amministrazione, sostegno finanziario a ricerca, formazione e università. Per le imprese, invece, il primo tema è l’export. «Nuovi mercati» ma soprattutto più «concretezza il piano strategico di internazionalizzazione varato pochi mesi fa dall’assessorato provinciale allo sviluppo economico, con il coinvolgimento di tutte le nostre associazioni».

Il Cpi: guardare oltre
Associazioni che, secondo Paissan, sono in grado di «agevolare sostanzialmente il compito della politica nel mediare tra i diversi interessi». Nella nuova finestra che si apre, le aziende parlano all’unisono. «Il nostro coordinamento – ha detto Paissan – ha dato prova nel tempo di affidabilità, concretezza e competenza, si è guadagnato il riconoscimento, da parte della politica e della pubblica amministrazione, del ruolo di interlocutore privilegiato per le grandi scelte strategiche che condizioneranno il futuro del Trentino». L’auspicio è che «i futuri amministratori vogliano continuare a riconoscere come centrale un ruolo determinante per gli equilibri socioeconomici». Paissan prende in prestito le parole di Leonardo Del Vecchio, il patron di Luxottica partito proprio dal Trentino per costruire le basi del suo impero – che ad Agordo ha garantito lo sviluppo di aree periferiche. L’invito rivolto alla classe dirigente ed imprenditoriale del futuro è uno: «Non dobbiamo avere paura di cambiare» ma serve «il coraggio di prendere decisioni». «Penso che questo coraggio di prendere decisioni e assumersi responsabilità anche scomode, che il coraggio di cogliere nuove sfide anche complesse debba essere parte di chiunque voglia amministrare la cosa pubblica», ha concluso Paissan