Il funerale
sabato 2 Maggio, 2026
Morì dopo una caduta in cantiere, Agnedo piange Danilo Trentin, la Croce Rossa: «Sei stato il nostro istruttore, ci hai insegnato tanto»
di Alice Fabbro
Il toccante ricordo della sorella Katia: «Da piccola mi prendevi all'asilo e mi facevi camminare sui muretti»
«Oggi faccio fatica. Danilo per me è stato un punto fermo, una persona calma, riflessiva, buona, semplice, che non guardava le apparenze. Sempre pronto ad aiutare e a sostenere». Con queste parole, cariche di affetto e commozione, la sorella Katia ha voluto salutare per l’ultima volta Danilo Trentin.
Il funerale dell’imprenditore, si è svolto ieri nella chiesa parrocchiale di Agnedo, gremita di familiari, amici e conoscenti. Trentin è venuto a mancare mercoledì 29 aprile dopo due settimane di ricovero in terapia intensiva, in seguito a un grave incidente sul lavoro avvenuto in un cantiere a Borgo Valsugana. Una notizia che ha colpito profondamente la comunità, che si è stretta attorno alla famiglia in un abbraccio silenzioso e partecipe.
Accanto alla moglie Cristina, alle figlie Valentina e Angela, alla mamma Antonia, al fratello Mauro e alla sorella Katia, erano in molti a voler rendere omaggio a una figura conosciuta e stimata nella comunità. Da anni faceva parte del Servizio Trasporto Infermi del Tesino, impegnandosi anche in attività di primo soccorso e sensibilizzazione, oltre che nell’associazione Panda Orienteering Team Valsugana.
Durante l’omelia, don Claudio Leoni ha cercato di dare voce al dolore della comunità, ricordando come «il dolore sia un mistero grande, ma più grande sono la solidarietà, la speranza e la consapevolezza che il bene seminato è più forte di ogni sofferenza». Ha invitato a cogliere, anche nei momenti più difficili, quei segni di bene che restano e continuano a vivere nei gesti e nei ricordi. Riprendendo un’immagine cara a Danilo, quella dell’orienteering, lo ha indicato come «bussola e mappa» per i suoi cari, un punto di riferimento capace di orientare anche ora chi resta, seppur stretto nel dolore.
Dopo la comunione è stata letta la preghiera del donatore, segno dell’impegno e dell’attenzione verso gli altri che aveva caratterizzato la sua vita.
Toccante il ricordo della sorella Katia, che ha ripercorso momenti semplici ma profondi condivisi fin dall’infanzia: «Mi ricordo quando venivi a prendermi all’asilo e, tenendomi per mano, mi facevi camminare sui muretti. E quando giocavamo insieme e io perdevo sempre, tu non smettevi mai di incoraggiarmi». Parole che hanno restituito il ritratto di un uomo capace di esserci sempre, con discrezione e generosità. «Oggi ti tengo io per mano», ha aggiunto, «accompagnandoti come quando lo facevi tu con me. Resterai sempre con noi».
Anche i colleghi del Servizio Trasporto Infermi del Tesino hanno voluto ricordarlo come «un collega eccezionale e un amico vero», capace di portare entusiasmo, un sorriso e una battuta anche nei momenti più impegnativi. «Ci piace pensare che in paradiso servisse un angelo», hanno concluso, «e che tu, andandotene, ci abbia unito ancora di più».
La Croce Rossa Italiana lo ha salutato con riconoscenza: «Per tanti anni sei stato il nostro istruttore, ci hai insegnato con calma e professionalità e ci hai sempre aiutato». I coscritti hanno espresso incredulità e dolore: «Avevamo appena organizzato la festa di classe e tu eri stato il primo a dire che ci saresti stato». «Siamo cresciuti insieme», hanno ricordato, «lasci un vuoto grande, ma anche una profonda gratitudine per averti conosciuto».
Il rito si è concluso in un clima di intensa commozione. Nel rispetto della volontà della famiglia, non fiori ma offerte destinate al Progetto Samburu in Kenya.
La comunità di Agnedo ha salutato Danilo con affetto e riconoscenza, certa che il suo esempio continuerà a vivere nei gesti quotidiani di chi lo ha conosciuto e amato.
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