Il furto
giovedì 12 Dicembre, 2024
Ladri al convento di Sacco: rubati i soldi per i poveri
di D.R
Portati via circa 600 euro: i ladri sono entrati da una porta laterale, lasciata aperta perché ritenuta sicura
È bastata un’ora nella quale il convento era deserto per permettere ai ladri di ribaltare cassetti e armadi di tutte le stanze e gli uffici in cerca di soldi da rubare e portarsi via circa 600 euro che erano destinati ad aiutare le persone in difficoltà. È accaduto nel convento di Borgo Sacco, nel tardo pomeriggio di sabato: «L’ultimo ad uscire dal convento lo ha fatto alle 17 – spiega padre Nicola – un’ora dopo siamo rientrati e abbiamo trovato i cassetti e gli armadi aperti di tutte le stanze e gli uffici del convento. Cercavano denaro contante, non manca altro, e hanno trovato quello che avevamo raccolto per aiutare i bisognosi. Su qualche situazione eravamo già intervenuti nelle settimane scorse impiegando alcune delle somme che erano state raccolte e donate, quello che rimaneva era destinato ad altre famiglie che hanno necessità e ci saremmo occupati di consegnarli nei prossimi giorni».
I ladri sono entrati da una porta laterale della struttura, che era stata lasciata aperta: «Credevamo fosse sicura – spiega il religioso – evidentemente non lo era. Non hanno fatto danni, nessuna porta viene chiusa all’interno del convento, solo causato tanta confusione e hanno portato via il denaro contante che sono riusciti a trovare».
Un lavoro veloce ed efficiente quello di chi si è introdotto nell’edificio della parrocchia: il convento è raramente vuoto e in una sola ora di tempo i malviventi sono entrati, hanno trovato la somma custodita nel convento, e si sono dileguati senza che nessuno si accorgesse di nulla.
«Difficile dire se ci stavano sorvegliando aspettando il momento giusto per agire – spiega padre Nicola – e sabato hanno capito che eravamo tutti fuori o se qualcuno di passaggio ha trovato il convento vuoto e ne ha approfittato, poco cambia in fondo».
Nei prossimi giorni i frati procederanno alla segnalazione alle autorità competenti. «Con tutto quello che c’era da fare in questi giorni non siamo ancora andati a sporgere denuncia – conferma padre Nicola – d’altronde i soldi non sono rintracciabili. Ma procederemo almeno ad una segnalazione».
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