Politica

giovedì 27 Agosto, 2026

La «fuga» da Fratelli d’Italia: persi venti esponenti tra consiglieri e parlamentari

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È battaglia sugli iscritti ma Gerosa si difende: «Tesseramenti in aumento, il partito è solido e partecipato»

Il centrodestra, trentino e nazionale, è sempre stato un mondo magmatico. Le differenze forse sono meno marcate rispetto al centrosinistra e questo spiega il maggiore ricircolo di militanti e rappresentanti tra i vari partiti.
In questa metafora Fratelli d’Italia è un magma «fresco», potente e liquido ribolle e si muove in più direzioni.
È un partito infatti che negli ultimi anni ha perso una quindicina di rappresentanti, tra deputati, consiglieri, presidenti di circolo e semplici militanti. È anche il partito però che resta ancora in cima ai sondaggi e che «è in ottima salute e continua a crescere, nelle adesioni e nelle tessere», sottolinea l’assessora provinciale e presidente di Fratelli d’Italia del Trentino Francesca Gerosa.

La diaspora
Negli ultimi anni, però, il partito di Meloni in Trentino ha segnato alcune defezioni importanti. Tre consiglieri provinciali, Claudio Cia, Carlo Daldoss e Cristian Girardi, un deputato, Andrea de Bertoldi e poi rappresentanti del territorio. La presidente del circolo Alto Garda e consigliera a Riva Elisabetta Aldrighetti assieme a Davide Intilla, Giorgia Santoni, Michele Giammetta e Giorgio Turrini e il consigliere comunale Nicola Santoni. Se ne sono andati anche Walter Larcher e Monica De Bertoldi. Dal circolo di Trento sono usciti in direzione di altri partiti dell’area centrodestra: Paolo Magnanini, Fabiana Colista, Serena Cainelli e Giorgio Manuali. A Rovereto hanno salutato Giuseppe Di Spirito, Sarah Scarano e Salvatore Vambore. In bassa Valsugana ha salutato Danilo Perin
Tanti addii e tante cause
Una ventina di defezioni che però non è possibile ricondurre a un minimo comune denominatore. Cia se ne andò per il braccio di ferro tra FdI e Fugatti sulla composizione della giunta. Daldoss e Girardi quando decisero di rifiutare il veto sul terzo mandato per Fugatti poi bocciato dalla Corte costituzionale. I precedenti componenti del circolo di Trento andarono via proprio in occasione dell’elezione di Katia Rossato, che ora si è dimessa da quel ruolo. A Rovereto le defezioni arrivarono dopo il congresso locale che aveva visto la vittoria di Zenatti, avverso a chi ha lasciato il partito di Giorgia Meloni. Dal partito specificano poi come dopo l’azzeramento del circolo dell’Alto Garda si è ripartiti raddoppiando tessere e partecipazione e come l’eredità di Perin in bassa Valsugana è stata raccolta da Fabio Dalledonne, ex sindaco di Borgo Valsugana e consigliere comunale.

«Noi in crescita»
Commentando i dati e le indiscrezioni di questi giorni Francesca Gerosa è tanto lapidaria sulle critiche quanto ottimista sul quadro generale del partito in Trentino. «Gli spostamenti nei partiti sono fisiologici — sottolinea l’assessora provinciale e presidente locale del partito — Ma a fronte di qualche uscita abbiamo decine e decine di ingressi e questo è quello che conta il partito è in ottima salute mi spiace per chi si augura il contrario. I malcontenti ci sono in tutti i partiti, si lavora per migliorare sempre».
Sul fronte della partecipazione, Gerosa sottolinea che «sulle tessere siamo messi bene, è un continuo rinnovare e tesserare. Diffidati di chi vi da dati incompleti, i numeri ufficiali li ho solo io». Rispetto alle polemiche di questi giorni Gerosa dice che «Dispiace che ci sia qualcuno che in momento così positivo per il partito e di unità lavori sotto traccia per seminare zizzania». In conclusione la presidente dice di avere «grande e piena fiducia nei Presidenti di Circolo presenti e in quelli che verranno, visto che abbiamo in previsione la costituzione di nuovi circoli in autunno, cui spetta il prezioso compito di coinvolgimento della base e dei propri territori, in sinergia con gli eletti nei consigli comunali e nelle circoscrizioni ove presenti, e con il livello provinciale».

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