Economia
mercoledì 2 Settembre, 2026
IperPoli di via Brennero, Coop SuperStore di Trento Sud e Pam del Bren Center: ecco i supermercati di Trento dove si risparmia di più
di Francesco Terreri
La classifica stilata da Altroconsumo: scende al sesto posto l'Eurospar di viale Verona, entra nei primi dieci il Conad di via Sanseverino
Al primo posto si conferma l’IperPoli di via Brennero: è il supermercato più economico di Trento, quest’anno da solo e non, come l’anno scorso, a pari merito con l’Eurospar di viale Verona. Rispetto ad una spesa media annua per famiglia di 7.010 euro, all’IperPoli si possono risparmiare fino a 930 euro. Al secondo posto spunta fuori la Coop Superstore di Trento sud, che fa capo alla centrale di cooperazione di consumo Sait, mentre terzo sul podio rimane il Pam del Bren Center nella zona nord della città. È la classifica dei supermercati più convenienti del capoluogo stilata come di consueto da Altroconsumo, la maggiore organizzazione italiana indipendente di consumatori. Sempre considerando super e iper e non i discount, che hanno una classifica a parte, altri due Poli, quello di via Maccani e il supermercato di Gardolo, si piazzano al quarto e quinto posto per convenienza, mentre il punto vendita del gruppo in via Fermi è ottavo. L’Eurospar di viale Verona scende al sesto posto, mentre l’analogo supermercato di via Manci del gruppo Aspiag-Despar è settimo. New entry al nono posto il Conad di via Sanseverino, che fa capo alla cooperativa di dettaglianti Dao.
L’indagine
Il report di Altroconsumo copre 67 città italiane con 1,5 milioni di prezzi rilevati in 1.158 supermercati, ipermercati e discount. Secondo lo studio, una famiglia di quattro persone che spende 9.450 euro all’anno per la spesa, può risparmiare ben 3.790 euro (cioè il 40%) se compra i prodotti più convenienti nella catena più economica dell’indagine, il discount Eurospin, partecipato anch’esso dalla trentina Dao. Se invece si preferiscono i super e i prodotti di marca e si sceglie il negozio più conveniente trovato nelle città, si può arrivare a risparmiare fino a 1.390 euro all’anno per la famiglia media nel capoluogo con più concorrenza della rilevazione: Milano. «Non è poco – rimarca Altroconsumo – in tempi di prezzi che comunque restano elevati, pur aumentando più lentamente: +1% a febbraio-marzo 2026 nei discount, iper e super visitati, contro il +2% rilevato nel 2025. Ma, appunto, non dimentichiamoci che arriviamo da anni di forte inflazione (nel 2023 avevamo registrato un +12%) e che, nel frattempo, è scoppiata la guerra in Iran, con rincari su petrolio ed energia che potrebbero ancora avere ripercussioni sulla spesa». Come effettivamente mostrano i più recenti dati sull’inflazione.
La mappa della spesa
Quali sono le città in cui, mediamente, si spende meno? La Toscana è nettamente sul podio e batte anche Veneto e Lombardia: Pistoia, Lucca, Firenze e Prato sono le città più economiche, con una spesa media annua a famiglia di circa 6.900 euro, seguono la lombarda Mantova e altre città toscane e venete; ultime, con una spesa media di 7.700 euro circa, Genova, Sassari, Aosta e Teramo. La media nazionale della spesa al supermercato per famiglia, calcolata sulla base di dati Istat, è pari a 7.390 euro l’anno. Considerando poi tutti i negozi visitati in ogni regione, il Trentino Alto Adige e il Veneto risultano le regioni più economiche con una spesa media di circa 7mila euro all’anno a famiglia, sotto la media stimata di 7.390 euro. Agli estremi, invece, ci sono Val d’Aosta e Lazio, le regioni più care, dove le famiglie spendono circa 7.900 euro annui, il 13% in più rispetto alle prime. Altroconsumo ha poi calcolato quanto incide la spesa sul bilancio familiare, mettendo in rapporto la spesa media che risulta dalle rilevazioni con il reddito familiare medio annuo di ogni regione. Le regioni in cui incide di più sono Calabria e Campania, dove assorbe il 19%, Sicilia, Molise e Puglia col 18%, Basilicata col 17%. Sono tra le regioni con i redditi familiari più bassi, di 38-41mila euro l’anno. Le regioni in cui incide di meno (10-12%), grazie a redditi familiari annui più alti (56-67mila euro) e negozi convenienti, sono proprio il Trentino Alto Adige, dove la spesa assorbe solo il 10% del bilancio familiare, Lombardia con l’11%, Veneto ed Emilia Romagna col 12%. La differenza tra l’incidenza più bassa (10%, Trentino Alto Adige) e la più alta (19%, Calabria e Campania) è di 9 punti, quasi il doppio.
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