Cronaca

martedì 1 Settembre, 2026

L’autista dell’autobus gli chiede il supplemento per la bici, lui risponde con una minaccia di morte: il caso in val di Non

di

La denuncia di Uiltrasporti: «Interventi concreti per tutelare il personale»

Ancora un episodio di aggressione ai danni di un lavoratore del trasporto pubblico. A denunciarlo è Uiltrasporti, dopo quanto accaduto ieri sera in Val di Non, durante una corsa della linea partita da Cles alle 17.30 e diretta a Fondo.

Secondo quanto riferito dal sindacato, l’episodio sarebbe nato da una contestazione relativa al pagamento del supplemento per il trasporto di una bicicletta. Una questione ordinaria di servizio che, sempre secondo la ricostruzione di Uiltrasporti, sarebbe rapidamente degenerata in insulti, offese e minacce di morte rivolte all’autista.

Il sindacato sottolinea come non sia più accettabile che chi lavora nel trasporto pubblico debba mettere a rischio la propria sicurezza nello svolgimento delle mansioni quotidiane.

«Un biglietto, un supplemento o una contestazione non possono mai diventare il pretesto per minacciare, intimidire o aggredire chi sta lavorando», afferma Uiltrasporti, che chiede all’azienda e alle autorità competenti interventi concreti e immediati per tutelare il personale.

La sigla sindacale contesta un approccio basato esclusivamente sulle segnalazioni e sulle relazioni di servizio successive agli episodi e chiede invece misure preventive in grado di garantire maggiore sicurezza agli autisti e agli altri lavoratori del trasporto pubblico.

«La sicurezza dei lavoratori deve venire prima di tutto», ribadisce Uiltrasporti, chiedendo che chi minaccia o aggredisce un lavoratore sia chiamato a rispondere delle proprie azioni.

Il sindacato conclude con un richiamo alla necessità di garantire a ogni dipendente la possibilità di svolgere il proprio turno senza paura: chi sale su un autobus per iniziare il proprio lavoro deve poter tornare a casa al termine del servizio, ogni giorno.

Commenti: