Trento

venerdì 7 Agosto, 2026

Il nuovo ponte di Ravina prende il suo posto: il video in time-lapse del varo

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È lungo 103 metri e costa 16 milioni: collegherà il sobborgo alla tangenziale

Passo decisivo per la realizzazione del nuovo ponte di Ravina. Nella mattinata di oggi è stato completato il varo dell’impalcato, una complessa operazione ingegneristica che ha permesso di posizionare la struttura metallica tra le due sponde del fiume Adige.

L’impalcato, dal peso di circa mille tonnellate, è stato traslato nella sua posizione definitiva sopra il vecchio ponte grazie all’impiego di due slitte in acciaio e di uno speciale carrello. L’intervento si è concluso nei tempi previsti dal cronoprogramma e consentirà ora di avviare la demolizione dell’attuale attraversamento in calcestruzzo.

«Vediamo oggi concretizzarsi un’opera importante per la città e per l’intero territorio trentino – ha dichiarato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti –. Il nuovo ponte migliorerà la viabilità di accesso al capoluogo e garantirà una maggiore sicurezza idraulica del fiume Adige. Si tratta di un intervento che arriva a circa quarant’anni dall’ultimo di questo tipo e che si inserisce nel riordino degli accessi al futuro Polo universitario e ospedaliero di Trento».

Secondo il presidente, l’opera rientra nel più ampio piano di investimenti infrastrutturali promosso dalla Provincia per rispondere alle esigenze di mobilità e sviluppo del territorio.

Il progetto prevede un investimento complessivo di 16 milioni di euro e la completa sostituzione del vecchio ponte con una nuova infrastruttura in carpenteria metallica a campata unica, lunga 103 metri.

Il nuovo attraversamento, visibile da mesi lungo il tracciato della tangenziale di Trento durante le fasi di assemblaggio, rappresenta uno dei cantieri infrastrutturali più complessi attualmente in corso sul territorio provinciale.

La successiva demolizione del ponte esistente e la rimozione delle pile presenti nell’alveo dell’Adige consentiranno di aumentare la sezione idraulica del fiume, riducendo il rischio di criticità durante gli eventi di piena e migliorando la sicurezza idraulica dell’intera area.

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