Università
lunedì 25 Maggio, 2026
Giulio Regeni, all’Università di Trento il documentario sulla libertà di ricerca. Il rettore: «In un tempo incerto centrale il pluralismo dei saperi»
di Redazione
A Palazzo Prodi la proiezione del film dedicato al ricercatore ucciso in Egitto e il confronto sul valore della libertà accademica
Anche l’Università di Trento aderisce alla campagna nazionale “Le università per Giulio Regeni”, promossa per ricordare il giovane ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto e per rilanciare il tema della libertà di studio e ricerca. Domani, martedì 26 maggio alle 16, nell’auditorium di Palazzo Prodi a Trento, sarà proiettato il documentario “Giulio Regeni. Tutto il male del mondo”, prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni.
L’iniziativa coinvolge 76 università italiane e circa 15mila tra studenti, docenti e personale universitario, impegnati in incontri e proiezioni dedicati al valore della libertà accademica. La campagna è stata promossa dalla senatrice a vita Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni.
«Nell’attuale scenario globale, segnato da tensioni geopolitiche e improvvisi mutamenti negli assetti internazionali, è fondamentale porre l’accento sulla cultura, sulla produzione del sapere e sulla piena circolazione delle idee», afferma il rettore Flavio Deflorian. «Imprescindibili sono la tutela dell’autonomia della didattica e della ricerca, del diritto allo studio e del pluralismo dei saperi».
L’evento sarà aperto dai saluti istituzionali del rettore Deflorian e dall’introduzione della prorettrice Barbara Poggio. Dopo la proiezione del documentario del regista Simone Manetti seguirà un momento di confronto con docenti e ricercatori dell’Ateneo sui temi dei diritti umani, della tutela dei ricercatori e della libertà accademica.
«La storia di Giulio Regeni – sottolinea Elena Cattaneo – continua a vivere attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà. Lo stesso che Giulio ha difeso da studioso».
Anche i genitori del ricercatore, Paola Deffendi e Claudio Regeni, hanno espresso sostegno all’iniziativa: «Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore integerrimo ed appassionato che la violazione dei diritti che si sono compiuti su di lui».
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