Grandi carnivori
lunedì 23 Febbraio, 2026
Garniga Terme, gli asini Tonino e Gilberto predati dai lupi: «Serve prevenzione»
di Redazione
Inizialmente si era parlato di un attacco da parte di un orso, ma gli accertamenti della Forestale hanno cambiato la versione
Non è stato un orso, ma un branco di lupi a predare, nella notte fra mercoledì e giovedì scorso, gli asini Tonino e Gilberto nei loro recinti a Garniga Terme. Lo riferisce la Provincia in un comunicato che restituisce l’esito degli accertamenti di questi giorni.
A segnalare la vicenda era stato nella giornata di giovedì tramite un post sui social Guido Zanotelli. I due animali erano noti per la loro presenza negli anni elle celebrazioni di Santa Lucia a Mattarello, Garniga e Valsorda. Nel suo racconto, Zanotelli scriveva che a compiere la predazione era stato un orso. Versione però smentita dopo gli esami della Forestale: «Gli accertamenti hanno consentito di chiarire la dinamica della predazione avvenuta nei giorni scorsi a Garniga Terme – si legge nella nota – Le verifiche tecniche si sono rivelate particolarmente complesse a causa delle recenti nevicate, ma gli elementi raccolti indicano ora con certezza l’azione di uno o più lupi, responsabili dell’attacco a due asini».
La Provincia rilancia quindi un appello per aumentare la sicurezza degli allevamenti: «L’episodio riporta con forza al centro dell’attenzione un elemento chiave per la tutela delle attività agricole e zootecniche dalla presenza dei grandi carnivori: la prevenzione. L’assenza di adeguate opere di protezione può infatti esporre pollai e allevamenti al rischio di danni. Il Servizio Faunistico della Provincia autonoma di Trento rinnova con forza l’invito a tutti gli allevatori professionisti, ma anche agli hobbisti, a dotarsi di recinzioni elettrificate, strumenti fondamentali per prevenire i danni e proteggere efficacemente animali da reddito, pollai e alveari. Le recinzioni rappresentano oggi la soluzione più efficace per tenere lontani i grandi carnivori dalle aree sensibili e dai contesti abitati. Oltre a costituire una barriera fisica, questi dispositivi esercitano un importante effetto dissuasivo di natura psicologica sui selvatici: dopo aver ricevuto una scossa (non pericolosa né per l’animale né per l’uomo) i grandi carnivori tendono a evitare in futuro i siti protetti. Un meccanismo che contribuisce in modo significativo a ridurre il rischio di nuove predazioni e a favorire la coesistenza tra le comunità locali e i grandi carnivori».
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