Il lutto

martedì 21 Aprile, 2026

Folla a Susà per l’ultimo saluto a Carlo Leonardelli, morto dopo un incidente con l’Ape

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Il 76enne era bibliotecario e storico capogruppo degli Alpini: «Punto di riferimento per la comunità, lo porteremo nel cuore»

Una chiesa gremita e un silenzio carico di emozione hanno accompagnato l’ultimo saluto a Carlo Leonardelli, scomparso all’età di 76 anni in seguito a un tragico incidente avvenuto lo scorso sabato. L’uomo, forse a seguito di un malore, ha perso la vita dopo essersi schiantato con la sua Ape lungo la strada di via Bizere e la notizia della sua improvvisa scomparsa ha scosso l’intera comunità locale.
Al funerale di ieri nella chiesa di Susà, i parenti, gli amici e numerosi cittadini si sono riuniti per rendere omaggio a una figura che era molto conosciuta e stimata nel paese. All’ingresso della chiesa, tra silenzio e commozione, la moglie Maria, figlio e nipoti, hanno lasciato biglietti di memoria con poche parole ma cariche di significato: «Lo porteremo sempre nel cuore, veglierà eternamente su di noi».

Il parroco di Pergine don Antonio Brugnara ha ricordato Leonardelli durante l’omelia funebre come una persona profondamente legata al territorio e sempre disponibile verso gli altri. «La numerosissima presenza conferma come la comunità voglia dire grazie a Carlo per quello che lui è stato – ha spiegato don Brugnara – per tutta la comunità di Susà il suo servizio da bibliotecario, da capo degli alpini per oltre 30 anni, e anche di fiduciario, ha permesso di identificare Carlo come un punto di riferimento, in un paese in cui lui stava da protagonista. L’incontro con la malattia e la fragilità lo hanno segnato per il suo ultimo periodo di vita, ma lui ha donato, in tutta la sua vita, il suo esempio insegnando sempre a mettersi al servizio degli altri».

Erano decine le firme vicine all’entrata della chiesa dei paesani che conoscevano Carlo e che hanno voluto lasciare il proprio nome o una piccola dedica. «Sempre meno nel mondo si stanno verificando questi momenti, in cui tutto il paese si raduna ricordando una figura storica per il posto – ha ricordato Brugnara – è un atto di grandezza enorme che ci dice come una comunità affronti i periodi difficili come questo, e anche in questo si vede la forza di una comunità. Dobbiamo ringraziare Carlo per quello che ha fatto e portarci dentro in ogni nostro giorno il suo esempio di umanità, che ci ha fatti radunare oggi attorno a lui e alla sua famiglia».

Tanti i messaggi di cordoglio e gli attestati di affetto giunti alla famiglia, segno tangibile dell’impronta che Carlo Leonardelli ha lasciato nella vita di chi lo ha conosciuto. Al termine della cerimonia, una lunga scia di persone ha accompagnato l’uscita del feretro, in un momento di grande commozione condivisa. «Quando circa 3 anni fa ho raccolto il suo testimone di capo del gruppo alpini di Susà non pensavo di essere adeguato per ricoprire il ruolo come aveva fatto lui – ha detto commosso Cristoforetti Giulio, capo del gruppo alpini di Susà – Carlo è stato il nostro faro, ma anche una persona altruista e soprattutto sempre fedele al nostro gruppo. Le immancabili battute e le risate quando ci incontravamo non le dimenticheremo mai».

I rappresentanti del gruppo alpini di Susà, accompagnati da altre delegazioni presenti al funerale come quella di Levico ma anche da fuori regione come quella di Treviso, ha omaggiato il loro ex capo con la Preghiera dell’Alpino, intonando in chiusura anche lo storico brano Signore delle Cime. La comunità di Susà saluta così uno dei suoi volti familiari; alcuni paesani hanno ricordato Carlo Leonardelli all’uscita dalla chiesa proprio come «una figura difficile da rimpiazzare che ci ha lasciati troppo presto. È dura sia per i familiari ma anche per noi del paese, visto quello che rappresentava Carlo».