Campi Liberi
sabato 28 Marzo, 2026
Federico Fabbrini: «Una difesa comune è l’unico viatico per l’Europa per tornare a contare, ma ci sono veti politici ed economici»
di Francesco Barana
Il professore universitario: «Oggi l'Ue è un'accozzaglia di 27 Paesi che non hanno niente in comune ma decidono solo all'unanimità, quindi mai. E per gli Stati Uniti la guerra in Iran può essere un autogol»
«Per gli Stati Uniti il tema della sicurezza europea non è più prioritario. In Ucraina è chiaro il loro disimpegno ed è trasversale, non è solo dell’amministrazione Trump. Per questo l’Europa deve dotarsi di una difesa comune. Per autotutela e deterrenza. Ma un esercito europeo sarebbe anche il primo passo verso un’Europa unita, politica e federale, che abbia voce nello scenario geopolitico globale».
Federico Fabbrini, professore di diritto europeo alla Dublin City University e Fulbright Fellow International Security ad Harvard, sul tema ha da poco pubblicato un libro: «L’esercito europeo – Difesa e pace nell’era Trump» (Il Mulino). Fabbrini sta seguendo proprio da Harvard l’espandersi della guerra in...
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