Cooperazione
domenica 14 Giugno, 2026
FederCoop, dopo la vittoria netta, per Renato Dalpalù ora c’è la sfida delle nomine nel cda
di Redazione
Il nuovo presidente della Federazione trentina della Cooperazione deve ora scegliere la sua squadra
Nel weekend tutti hanno tirato il fiato. Con la nuova settimana cominceranno le consultazioni informali per definire il nuovo assetto di vertice della Cooperazione trentina dopo la campagna elettorale e l’assemblea di venerdì che ha visto l’elezione di Renato Dalpalù alla presidenza della Cooperazione trentina con un netto margine di voti – due terzi contro un terzo – sul presidente uscente Roberto Simoni. La prima riunione del nuovo consiglio di amministrazione – 19 consiglieri indicati dai convegni di settore più il presidente e, senza diritto di voto, la presidente di Donne in Cooperazione Eleonora Da Ronco e quella dei Giovani cooperatori Nicole Zambanini – dovrebbe tenersi ai primi di luglio. ma le grandi manovre sono già cominciate.
Sul fronte delle sfide interne di Dalpalù, su tutte c’è la decisione sull’assegnazione delle vicepresidenze, e soprattutto quella della vicepresidenza vicaria. Anche in FederCoop c’è una sorta di manuale Cencelli, che deve tenere conto dei pesi dei diversi settori: Credito, Agricolo, Produzione lavoro, Sociale, Consumo. Settori che, anche alla luce dei risultati sulla scelta del presidente, sono ora chiamati a fare i conti al loro interno. Dalpalù, infatti, ha vinto perché si è spaccato il fronte del Credito, ma anche quello della Produzione lavoro. E i conti, in questi casi, potrebbero diventare anche «rese dei conti». Che potrebbero avere un peso anche nelle scelte della vicepresidenza vicaria, e sembra chiaro a questo punto che l’unico settore che può ambire alla carica è quello del Sociale. Chi, non si sa ancora: Francesca Gennai, di Consolida, ha avuto un exploit di voti assembleari, ma è anche vero che Italo Monfredini (Spes) è dato per molto più vicino al neo-presidente, che potrebbe volerlo alla sua destra rivendicando per quel ruolo un uomo di fiducia.
Sul fronte delle sfide esterne, è stato lo stesso Dalpalù a sottolineare che la Cooperazione deve avere un ruolo più rilevante nelle grandi partite che riguardano il territorio, prime tra tutte il gruppo bancario cooperativo nazionale che fa capo a Cassa Centrale Banca e l’opzione sul piatto della quotazione in Borsa di Dolomiti Energia (Il T di ieri). «Cassa Centrale è una cosa della Cooperazione e, come Dolomiti Energia, è un valore del territorio» ha detto Dalpalù. In Ccb le 11 Casse rurali trentine col Fondo comune hanno il 31,4% del capitale sociale, ma arrivano al 32,6% con le piccole quote in mano alla stessa Federazione, ai consorzi cooperativi e, fuori del mondo coop, alla Provincia, alla Camera di Commercio e a Mediocredito Trentino Alto Adige.
In Dolomiti Energia, dove i soci pubblici trentini hanno la maggioranza e anche tra i privati il grosso è trentino, Enercoop, partecipata da Fincoop Trentina cioè dalla Federazione e da Mediocredito, ha l’1,8% delle azioni ma arriva al 3,3% insieme ai consorzi elettrici locali. Una quota piccola ma non irrilevante in una multiutility che sta crescendo anche a livello nazionale.