Vallagarina
martedì 21 Luglio, 2026
Europei di basket Under 18, la lettera della sindaca di Rovereto Giulia Robol: «Di fronte a fratture e conflitti, lo sport fa crollare le barriere»
di Redazione
Anche la prima cittadina si unisce all'appello per la pace: «Si può essere avversari senza mai essere nemici»
Dopo le parole del sindaco di Trento Franco Ianeselli riguardo alla presenza di Israele fra le nazioni ospitate in Trentino per gli Europei di basket Under 18, anche la prima cittadina di Rovereto Giulia Robol si unisce all’appello per la pace attraverso una lettera aperta inviata alle delegazioni partecipanti: «Quest’anno festeggiamo esattamente vent’anni da quando Rovereto è stata ufficialmente riconosciuta Città della Pace – ricorda – Un titolo che portiamo con profondo orgoglio e responsabilità, nato dalle ferite della nostra storia — segnata nel secolo scorso da guerre, bombardamenti e divisioni e trasformato nel tempo in una vocazione quotidiana all’accoglienza, al dialogo e al rispetto tra i popoli. Siamo felici di accogliervi anche come Città dello Sport. Immagino l’emozione e l’onore che ciascuno di voi prova nel vestire la maglia della propria Nazionale in un Campionato Europeo di categoria. Avete lavorato e faticato a lungo per essere qui. Rovereto sarà per voi una tappa fondamentale nel vostro percorso di crescita: vi auguriamo di diventare grandi giocatori e di calcare un giorno i parquet più prestigiosi del mondo».
«Ma quello che come Rovereto Città della Pace desideriamo lasciarvi va oltre il risultato agonistico – prosegue Robol – È un pensiero sugli uomini che sceglierete di diventare ed essere. Viviamo in un tempo attraversato da troppe fratture e conflitti, in cui lo sguardo non può rimanere indifferente di fronte alle drammatiche sofferenze che feriscono il nostro pianeta: dalle guerre nel cuore dell’Europa al Medio Oriente e in Africa, fino alle violenze e alle ingiustizie subite dalle minoranze etniche in tutto il mondo. Ma è proprio di fronte a questo scenario che lo sport rivela la sua forza più autentica. Sul campo da gioco crolla ogni barriera e le diversità smettono di fare paura per diventare ricchezza. Lo sport ci insegna che si può essere avversari senza mai essere nemici, e che la condivisione di una passione comune è il primo, fondamentale passo verso il dialogo e la pace. A tutti voi, giovani ragazzi d’Europa, vogliamo augurare di diventare, oltre che grandi atleti, anche uomini di Pace, capaci di scegliere sempre, nella vita, la via del dialogo e della nonviolenza, e non quella delle armi».
Trento
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