Politica

martedì 14 Luglio, 2026

Emergenza casa, ora Itea si appella ai privati: «Pronti a comprare cento alloggi»

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L'annuncio dell'assessore Marchiori: «Compravendite entro il 2028»
Per Itea, il recupero degli alloggi sfitti non basta più. Con l’obiettivo di rispondere a un’emergenza abitativa che continua a colpire, la società pubblica della Provincia guarda ad ampliare la propria disponibilità di alloggi aprendo al mercato privato. L’obiettivo è ampliare l’offerta di alloggi destinati all’edilizia pubblica acquistando interi edifici già realizzati, in costruzione o prossimi al completamento, così da ridurre i tempi necessari per mettere nuovi appartamenti a disposizione delle famiglie in graduatoria. Con questa operazione l’ente punta ad acquisire almeno 100 nuovi alloggi nell’arco dei prossimi due anni. L’iniziativa, presentata ieri dall’assessore provinciale alle politiche per la casa Simone Marchiori insieme al presidente di Itea Sergio Anzelini e al vicepresidente e consigliere delegato Salvatore Ghirardini, rappresenta un cambio di approccio. Se finora il patrimonio pubblico è stato alimentato soprattutto attraverso la ristrutturazione degli alloggi di risulta e le nuove costruzioni, ora l’ente intende coinvolgere in maniera sistematica anche gli operatori privati.
«Come ente pubblico siamo soggetti a procedure che il privato non ha nella costruzione di nuovi alloggi — ha spiegato Anzelini — Vogliamo rivolgerci al mercato in modo strutturale. In passato era stato fatto solo occasionalmente. La nostra priorità resta mettere a disposizione dei cittadini il maggior numero possibile di alloggi nel minor tempo». L’assessore Marchiori rivendica «un cambio di passo importante nelle politiche abitative», ricordando che «solo nel 2025 abbiamo superato i 500 alloggi rimessi nel circuito locativo» e che la programmazione provinciale prevede l’immissione di oltre 1.800 appartamenti entro il 2028 tra recuperi e nuove realizzazioni. I dati del bilancio sociale di Itea mostrano come il 2025 rappresenti un’anomalia rispetto all’andamento degli anni precedenti. Gli alloggi di risulta recuperati e rimessi nel circuito locativo sono stati 504, contro i 351 del 2024, i 337 del 2023 e i 351 del 2022. Parallelamente gli alloggi di risulta complessivi sono diminuiti, passando da 1.183 a 1.102. Numeri che non risultano sufficienti a soddisfare un bisogno abitativo che continua a crescere. È proprio in questo contesto che nasce la scelta di affiancare al patrimonio pubblico anche l’acquisizione sul mercato privato.

L’operazione prenderà il via con una prima fase di indagine di mercato, finalizzata a individuare iniziative immobiliari potenzialmente interessanti su tutto il territorio provinciale, «sarà un modo per riuscire ad essere connettori di domanda e offerta e riuscire quindi ad offrire soluzioni abitative che sono effettivamente utilizzate dall’utenza», spiega Marchiori. Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate entro il 15 settembre 2026 e riguarderanno immobili che potranno essere messi a disposizione entro dicembre 2028, con una preferenza per quelli già abitabili nel corso del 2027. Itea è interessata ad acquisire la piena proprietà di interi edifici o di immobili terra-cielo, volendo evitare l’acquisto di singoli appartamenti. Ogni proposta dovrà prevedere almeno 12 alloggi, completi di posto auto o garage, essere destinata a uso residenziale e rispettare i requisiti di accessibilità, con almeno il 5% degli appartamenti fruibili da persone con disabilità. Gli immobili potranno essere già ultimati oppure ancora in costruzione. Quella pubblicata è però soltanto una fase esplorativa. I proprietari e gli operatori interessati non dovranno presentare alcuna offerta economica: una valutazione del prezzo sarà effettuata solo successivamente, qualora la proposta venga ritenuta idonea. Trattandosi di un ente pubblico, infatti, il valore degli immobili dovrà essere stimato in una fase preliminare dalla Provincia, aprendo poi alla trattativa. Accanto all’acquisto tradizionale resta aperta anche la possibilità della permuta.

Itea potrà cioè corrispondere, in tutto o in parte, il valore dell’immobile cedendo edifici del proprio patrimonio oggi dismessi o non utilizzabili. «Con questo avviso — ha sottolineato Ghirardini — non cerchiamo soltanto soluzioni di qualità, ma ci apriamo anche a formule flessibili che consentano di valorizzare immobili inutilizzati e ottimizzare le risorse disponibili». L’indagine di mercato è articolata in cinque avvisi, uno per ciascuna area geografica della provincia, da Trento e Rovereto fino alle valli. L’obiettivo dichiarato è quello di ampliare il patrimonio abitativo pubblico senza attendere esclusivamente i tempi delle nuove costruzioni, nella convinzione che, di fronte all’emergenza casa, ogni canale disponibile debba contribuire ad aumentare l’offerta abitativa.