Economia
lunedì 13 Luglio, 2026
C’è fame di affitto sociale in Trentino, ma i contratti Itea calano: -7% in cinque anni
di Francesco Terreri
Nel 2025 sono 8.904: la contrazione in tutta la Provincia, con poche eccezioni
Gli alloggi pubblici destinati alla locazione a canone sociale sono in Trentino 10.649, di cui 9.636 di proprietà di Itea e 1.013 di altri soggetti, soprattutto Comuni. Ma i contratti di affitto attivi 2025 si fermano a 8.904, sono cioè 143 in meno dell’anno precedente (-1,6%) e 684 in meno del 2020, con una contrazione del 7% in cinque anni. D’altra parte gli alloggi di risulta calano dai 1.183 del 2024 a 1.102 l’anno scorso (-6,8%), di cui 581 interessati da lavorazioni e 521 ancora fermi. E nel frattempo scendono i beneficiari del contributo all’affitto – il sostituto dell’alloggio sociale – che nel 2025 sono 3.617, l’11,6% in meno degli oltre 4.000 dell’anno prima, soprattutto a causa del mancato aggiornamento dell’Icef. Lo spiega il Bilancio sociale 2024/2025 della società di edilizia pubblica, reso noto da pochi giorni e in parte anticipato a primavera dai vertici Itea insieme al presidente della Provincia Maurizio Fugatti e all’assessore provinciale alle politiche per la casa Simone Marchiori.
Nel documento, a proposito del calo degli appartamenti affittati, si precisa che «a partire dalla data del 3 ottobre 2025 sono entrate in vigore le modifiche apportate dalla Giunta provinciale che è intervenuta sui criteri e sull’iter da seguire per l’assegnazione di un alloggio pubblico a canone sostenibile». Quindi «i tempi delle assegnazioni in questa prima fase hanno subito un momentaneo rallentamento che pertanto ha inciso sul numero dei contratti attivi». Gli alloggi in attesa di assegnazione, in effetti, salgono da 177 a 383. In ogni caso, come aveva anticipato il presidente di Itea Sergio Anzelini all’inaugurazione di Rebuild a Riva del Garda il recupero e la ristrutturazione degli alloggi di risulta non bastano ad andare incontro al fabbisogno. Così l’Itea cerca nuovi immobili e aree edificabili. Domani, lunedì, è prevista una conferenza stampa in cui verranno presentate le prime operazioni in questo campo.
Intanto le domande di alloggio pubblico nel 2024 erano cresciute a 3.011, il 7% in più delle 2.812 del 2023. Poi c’è stato lo stop per la riforma delle assegnazioni e i nuovi cicli di domande sono partiti tra ottobre e dicembre scorso. Le domande di contributo integrativo all’affitto – l’aiuto alle famiglie con capacità economiche ridotte per pagare il canone di mercato – sono invece andate avanti. E mentre nel 2024 arrivano a 4.090, di cui 3.021 di cittadini trentini, italiani e comunitari e 1.069 di nuclei familiari extracomunitari, l’anno scorso precipitano a 3.617, ben 473 in meno, di cui 417 comunitari (-13,8%) e 56 extracomunitari (-5,2%). La contrazione è diffusa un po’ in tutto il Trentino, con l’eccezione di val di Non (276 domande +26%), val di Sole (47 domande +12%), Cembra (52 domande +8%), Paganella (14 domande +27%). A Trento si scende a 997 (-14%), a Rovereto e Vallagarina a 630 (-16%). Il motivo, sostengono da tempo i sindacati, è il mancato aggiornamento dei parametri Icef per cui persone e famiglie a reddito basso superano il requisito Itea dello 0,23 per aver avuto un minimo incremento di reddito nominale che non copre però l’aumento dei prezzi e quindi corrisponde, in realtà, ad un impoverimento in termini reali.