Edilizia pubblica

mercoledì 13 Maggio, 2026

Emergenza casa e ricerca di nuove aree edificabili: Itea lancia la mappatura del territorio da giugno

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Al festival Rebuild di Riva del Garda l’annuncio del nuovo Piano Casa provinciale entro dicembre: l’obiettivo è costruire nuovi alloggi e recuperare lo sfitto

La casa non solo come spazio da abitare, ma come diritto, infrastruttura sociale, leva economica e terreno su cui si gioca la qualità della vita delle prossime generazioni. Le case Itea sfitte in Trentino sono circa mille. Assegnarle tutte non basterà per risolvere l’emergenza abitativa. Serve, dice il presidente dell’Itea Sergio Anzelini, cercare nuove zone su cui costruire. «Lo faremo da giugno. Vogliamo mappare il territorio rivolgendoci al mercato per capire cosa poter fare in tempi brevi per dare risposte». Si parla di un piano casa europeo e uno nazionale, Ma entro dicembre, annuncia l’assessore provinciale alle politiche per la casa Simone Marchiori, arriverà anche il piano trentino. È quanto è emerso ieri a Riva del Garda nell’inaugurazione dell’edizione 2026 di Rebuild, il festival dedicato all’innovazione sostenibile dell’ambiente costruito. Il sottotitolo di questa edizione «Housing Remix» vuole essere un invito a cambiare prospettiva: a «remixare», ossia riadattare, modelli, strumenti e visioni per ripensare il modo in cui costruiamo, rigeneriamo e viviamo le città, in particolare in un momento storico in cui il tema abitativo è al centro del dibattito pubblico, tra caro affitti, difficoltà di accesso alla casa, e consumo di suolo.

«La domanda collettiva è forte e riguarda tutta l’Unione Europea – ha aperto Ezio Micelli, presidente del Comitato scientifico di Rebuild – siamo di fronte a cambiamenti strutturali delle nostre città. Tra il 2015 e il 2024 nei Paesi dell’Ue l’aumento del valore dei beni immobili è del 53%; per quanto riguarda l’Italia la percentuale di aumento è dell’11,7% nello stesso periodo. C’è poi il tema della crescente pressione abitativa, che riguarda anche Trento, che va gestita con politiche mirate. Anche l’urbanistica ha un ruolo chiave nelle politiche abitative, immaginando un quadro che ci permetta di riappropriarci e rigenerare alcune aree delle città per ampliare l’offerta casa in modo ragionato e sostenibile, perché fare case non significa soltanto erigere 4 mura ma anche accrescere la qualità e la vivibilità dei quartieri».

«Con Rebuild abbiamo deciso di mettere a sistema un evento che vada incontro alle esigenze del territorio – ha messo in luce l’assessore Marchiori – anche per cercare, assieme agli attori del territorio, di provare a riscrivere una nuova legge della casa. La nuova legge immaginerà strumenti nuovi, senza aspettare che sia un attore solo a prendere in mano l’emergenza casa, ma che siano tutti gli attori coinvolti: questa fiera serve proprio per agevolare questo dialogo tra i soggetti immobiliari del Trentino. Dobbiamo riportare il ragionamento abitativo vicino ai territori e non solo alle città: sono cambiati i bisogni e le richieste delle persone e delle famiglie, e bisogna fare un ragionamento più ampio non pensando solo agli alloggi cittadini».

«Per quanto Itea possa fare bene e recuperare tutto ciò che oggi è sfitto, non risolveremo da soli il problema – ha sottolineato il presidente Itea Anzelini – perché ogni anno rientrano 400 nuovi appartamenti che vanno rimessi a posto, e il livello medio di intervento per la manutenzione straordinaria per il recupero degli alloggi cresce sempre di più stando sui 15/20mila euro nel piano strategico, e la richiesta è sempre maggiore. Dobbiamo costruire nuovi alloggi, in maniera razionale senza aggredire il suolo, ma abbiamo bisogno di modellare quella che sarà la casa costruita dal pubblico del futuro. Itea non smette il suo ruolo di costruttore, ma in questa fase di emergenza è obbligata a rivolgersi anche al privato».

È stato sottolineato anche il ruolo del credito cooperativo, che può essere un facilitatore sul territorio per le famiglie che cercano casa. «C’è un alto bisogno di case e soprattutto di case a costi ragionevoli – ha sottolineato in collegamento da remoto Augusto dell’Erba, presidente di Federcasse – ma c’è il rischio di raffreddare gli interessi delle banche per i prestiti per l’acquisto di case: non sempre il capitale delle banche viene messo a disposizione per investimenti di questo genere, ma la casa è un bene primario. Le banche del credito cooperativo in questo hanno un ruolo importante, perché sono i soggetti sistemici affinché questo meccanismo venga invece rimesso in campo con più facilità: bisogna saper attendere che la gente abbia la possibilità di ridare il denaro prestato, perché la finanza per l’acquisto della casa deve essere fatta in una logica di capitale paziente, ed ha una grande importanza anche sociale per un bisogno primario».

In Trentino, il tema è particolarmente sentito non solo nei maggiori centri cittadini. «Il problema abitativo tocca anche i piccoli poli come Riva del Garda – ha concluso il sindaco di Riva Alessio Zanoni – il rischio di perdere abitanti c’è: va affrontato dalle grandi città fino ai Comuni più piccoli. Oltre a un aspetto economico c’è anche un rischio a livello sociale».