L'intervista
martedì 3 Febbraio, 2026
Cristiano De André: «Mio padre un vero anarchico, mi disse: “Ho scritto contro la guerra e per gli emarginati, ma non è servito a un cazzo”»
di Simone Casalini
Il musicista sarà a Trento il 21 aprile. «Mi è capitato di avere in sorte un padre che è stato il più grande poeta del Novecento. Sono stato orgoglioso di lui e, nello stesso tempo, travolto da lui»
«Mio padre ha scritto testi così elevati che la sua arte è diventata atemporale. È la ragione per cui generazioni molto distanti convergono nel suo ascolto. È stato uno dei più grandi poeti del Novecento, non è stato semplice misurarsi con lui». Cristiano De André ha una voce profonda e un desiderio di precisazione. Quasi una filologia da perseguire, soprattutto se il discorso cade su suo padre Fabrizio, chansonnier alla maniera di Brassens, poeta e cultore della parola e delle storie (quindi filologo a sua volta), che ha lasciato un timbro indelebile, dentro e fuori l’Italia. Da qualche anno – dal 2009 precisamente – Cristiano si è impegnato in una promessa: riarrangiare le canzoni del padre-poeta ch...
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