La storia

sabato 27 Giugno, 2026

Da Nave San Rocco ai cieli del Medio Oriente: la pilota Sara Frizzera si racconta ai bambini. «Il volo più bello? Il Grand Canyon»

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La maggiore dell'Aeronautica Militare ha incontrato i ragazzi del Grest di Terre d'Adige, raccontando il percorso che l'ha portata a pilotare i Tornado e a partecipare a missioni in Qatar e Iraq

Dai sogni coltivati sui banchi di scuola alle missioni in Medio Oriente. Un racconto che ha messo insieme passione, studio sacrificio e coraggio che ha catturato l’attenzione dei bambini del Grest, ieri mattina al teatro comunale di Terre d’Adige. Ospite dell’incontro infatti è stata la maggiore Sara Frizzera, originaria di Nave San Rocco, ora pilota dell’Aeronautica Militare, che ha ripercorso la propria esperienza professionale rispondendo anche alle tante curiosità del giovanissimo pubblico.

«Sono nata e cresciuta a Nave San Rocco – ha raccontato Frizzera – la passione per il volo è nata già durante gli anni delle superiori: ho frequentato l’istituto aeronautico di Forlì, mi sono diplomata nel 2007 e poi ho partecipato al concorso di Stato per diventare pilota militare. Dal 2013 sono al Sesto Stormo, in provincia di Brescia, dove piloto l’aereo Tornado, che è un velivolo impiegato nello specifico per l’attacco al suolo, la ricognizione e la soppressione delle difese aeree. È lì che è iniziata davvero la mia vita da pilota».

Una carriera che la ha portata spesso anche in esperienze all’estero. «Sono stata in missione in Qatar e ho volato anche nei cieli dell’Iraq, vivendo in realtà in una base in Kuwait, a dieci minuti dal confine iracheno. Il mio primo volo in assoluto, invece, è stato all’aeroporto di Mattarello, avevo 18 anni».

Poi, Frizzera si è anche fermata a rispondere a molte domande provenienti dai bambini del pubblico. «È bello fare il pilota?», le ha chiesto uno di loro. La risposta è arrivata senza particolari esitazioni: «Ogni lavoro che appassiona è il più bello della vita. Per me quello del pilota è il mestiere più appassionante che esista».

Tra le domande del pubblico non poteva mancare quella sua paura di volare. «Il volo richiede una preparazione enorme. Se sei preparato, sei in grado di gestire tutto e la paura lascia spazio alla consapevolezza. Il nostro lavoro prevede un addestramento continuo proprio per questo. Il primo volo lo ho fatto su un jet, ed è stato emozionantissimo, ma vi devo ammettere una cosa: è più gratificante quando si atterra che quando si decolla».

Nel dialogo con i piccoli ha poi spiegato anche uno degli aspetti più delicati del suo incarico da maggiore nell’esercito. «L’aereo che piloto è dotato di armamento e noi ci addestriamo a utilizzarlo qualora fosse necessario: il nostro lavoro è fondato soprattutto sulla preparazione e sull’addestramento, ma mi è capitato anche di guidare in zone di guerra e dover stare attenta ad ogni singolo dettaglio».

Tra i ricordi più belli custoditi nella memoria ci sono anche i panorami osservati dalla cabina di pilotaggio. «Il Grand Canyon visto dall’alto, durante il rientro dagli Stati Uniti, è probabilmente il panorama più bello che abbia mai visto, oppure le Alpi innevate», ha aggiunto Frizzera.

Un percorso che non è stato privo di difficoltà, e anche la famiglia inizialmente aveva qualche timore. «I miei genitori erano un po’ severi rispetto alla mia scelta, poi hanno capito. Ancora oggi continuo ad allenarmi con simulazioni di volo e attività di addestramento, anche coinvolgendo ragazzi», ha rivelato.

A chiudere l’incontro è stata l’assessora alle politiche giovanili del Comune di Terre d’Adige Chiara Moser: «Come amministrazione siamo orgogliosi di ospitare una maggiore nata e cresciuta a Nave San Rocco. Crediamo sia un esempio sotto tutti i punti di vista: una carriera spesso associata a una figura maschile, che lei ha saputo costruire con dedizione e sacrificio: ha dimostrato che i sogni possono essere raggiunti e siamo certi che la sua testimonianza sarà d’ispirazione per tanti giovani».