economia
martedì 27 Ottobre, 2026
Crisi Esperia: l’azienda passa alla Logo di Padova, ma saltano 13 posti di lavoro. Sindacati: «Dov’è il rilancio promesso dalla Provincia?»
di Redazione
Firmato l'accordo per il cambio di gestione della storica azienda grafica di Lavis. Marighetti (Slc) e Remorini (Fistel): «Su quali basi industriali sono stati spesi 4 milioni?»
La storica azienda grafica Esperia di Lavis passa ufficialmente alla Logo S.p.A. di Padova. L’accordo, siglato ieri pomeriggio e con valenza attualmente annuale, segna il cambio di gestione dello stabilimento ma lascia dietro di sé una pesante scia di criticità sul fronte occupazionale, con il taglio definitivo di 13 posti di lavoro. I sindacati di categoria sono riusciti a limitare l’impatto iniziale della procedura. Tutti i 13 esuberi previsti dall’accordo saranno gestiti esclusivamente su base volontaria e accompagnati da un incentivo economico. Resta tuttavia aperta la dura polemica politica e industriale sulla gestione della crisi da parte delle istituzioni locali.
«Meno di un anno fa la Provincia, attraverso Trentino Sviluppo, aveva acquistato il capannone di Esperia per 4 milioni di euro, con l’obiettivo dichiarato di traghettare la realtà verso un percorso di risanamento e rilancio», denunciano Norma Marighetti, segretaria della Slc Cgil, e Luciano Remorini, segretario della Fistel Cisl. «Qui non c’è stato alcun risanamento, né investimenti, ma solo un taglio di personale che sarebbe stato ancora più drastico se il sindacato non avesse puntato i piedi. È lecito chiedersi sulla base di quali valutazioni industriali siano stati spesi questi soldi pubblici. Oggi a Trentino Sviluppo resta la proprietà dell’immobile, ma la prospettiva per il territorio doveva essere ben altra».
La notizia del passaggio di mano ha colpito duramente le lavoratrici e i lavoratori, per i quali il cambio di rotta rappresenta un vero e proprio shock dopo le rassicurazioni ricevute nei mesi scorsi. L’auspicio delle sigle sindacali è che il subentro del gruppo veneto possa ora aprire una pagina nuova, basata su investimenti reali capaci di valorizzare una storia industriale decennale.
«La nuova proprietà dovrà innanzitutto recuperare la fiducia dei lavoratori», concludono Marighetti e Remorini. «Ci auguriamo di poter aprire al più presto un confronto positivo con i vertici di Logo S.p.A., con l’obiettivo di definire un nuovo accordo di secondo livello che tuteli e valorizzi le competenze interne».
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