L'intervista
domenica 16 Marzo, 2025
Clay Regazzoni, il ricordo della figlia: «Niki Lauda disse che gli aveva insegnato a vivere. La disabilità non lo ha fermato»
di Lorenzo Fabiano
Un’icona degli anni Settanta, Clay Regazzoni fu uno degli ultimi romantici di una Formula Uno
Baffoni neri e occhioni svegli, la simpatia contagiosa e l’aria ironica di chi fa sul serio senza però prendersi troppo sul serio (mamma, che dote!). E poi via, col piede giù a tavoletta, a rombare al volante della Rossa. Un’icona degli anni Settanta, Clay Regazzoni fu uno degli ultimi romantici di una Formula Uno che in un mondo in bianco e nero stava cambiando. La sua era una miscela di benzina e champagne: acre odore di officina, chiazze d’olio, valzer di bulloni e chiavi inglesi, e una vita da godersi fuori da un garage, tra perlage di bollicine nei salotti del bel mondo glamour: «Mio padre, che in Formula Uno c’era arrivato quasi per caso, viveva la sua passione in maniera genuina, senza curarsi ...
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