Politica

mercoledì 27 Maggio, 2026

Chat antisemite, il caso si allarga: il Campo Largo chiede un’informativa della premier Meloni in parlamento

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La richiesta di Serracchiani (Pd): «Frasi crude e violente»

Pd, M5s e Avs hanno chiesto nell’Aula della Camera una informativa della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sul caso riportato dal quotidiano il Domani sulle frasi antisemite scritte in una chat di dirigenti di Trento di Fratelli d’Italia.

«Meloni in questi anni si è occupata molto giustamente anche nel ruolo che ricopre di un tema che credo sia caro a tutti noi, cioè della lotta all’antisemitismo – le parole della deputata dem, Debora Serracchiani -. Lo ha fatto anche con delle prese di posizione importanti. E allora ci domandiamo, come possa la presidente del Consiglio tollerare che possano essere presenti ancora e ricoprire dei ruoli istituzionali importanti ed essere presenti nel coordinamento del partito di Fratelli d’Italia alcune persone che, come abbiamo appreso da il domani, hanno in una chat utilizzato dei termini che sono a dir poco antisemiti. Invito i colleghi, in particolare quelli di Fratelli d’Italia, di leggere queste frasi, che sono veramente crude, violente, antisemite, che in un partito che spesso sventola la bandiera della lotta all’antisemitismo, dovrebbe in qualche modo avere il coraggio di espellere queste persone».

«Quindi chiediamo quali sono le iniziative, gli impegni che la presidente del Consiglio intende prendere per ribadire l’importanza che ha la lotta all’antisemitismo per lei e per il suo partito – ha aggiunto Serracchiani – perché non si può non solo fare propaganda su questi temi, ma non si può fare più parti in commedia, da una parte dirsi antisemita e dall’altra tollerare che nel tuo partito possano ricoprire ruoli istituzionali e ruoli di partito anche importanti persone che si esprimono nel modo in cui abbiamo letto e visto nella chat». A Meloni, ha quindi concluso, «chiediamo quali impegni intende prendere dentro il suo partito rispetto a queste persone e quali impegni intende prendere con tutto il governo per avere non solo una parola chiara finalmente su quello che sta accadendo in Palestina e su quello che deve essere detto rispetto a Netanyahu e ad Israele, ma che dica una parola chiara anche rispetto all’antisemitismo che evidentemente ancora alberga all’interno del suo partito».

Alla richiesta di informativa si sono associati anche M5s e Avs. «Quello che è venuto fuori da un’inchiesta giornalistica fa emergere tutta la vostra scandalosa e schifosa ipocrisia, perché avete bollato per mesi tanti di noi come antisemiti e gli antisemiti ce l’avete nel vostro partito. Ce li avete voi», ha attaccato il capogruppo del Movimento alla Camera, Riccardo Ricciardi. «Meloni deve venire in aula, perché è troppo facile nascondere la testa sotto la sabbia e non prendersi la responsabilità politica di quello che accade nel suo partito – ha aggiunto -. E non è la prima volta. Non è la prima volta, perché qui nessuno ha un capogruppo che si vestiva con la svastica. Quindi la premier non può far finta di nulla e deve venire in aula a prendersi la responsabilità politica del suo partito e degli esponenti del suo partito». In scia anche l’intervento della deputata di Avs, Elisabetta Piccolotti: «Meloni venga in quest’aula a prendersi la responsabilità politica di quanto emerge dalle chat del gruppo dirigente di Fratelli d’Italia del Trentino e a dire parole chiare e nette sull’antisemitismo, perché non è tollerabile che il partito di maggioranza di questo paese e quello che esprime la presidente del Consiglio accolga tra le sue fila esponenti che si esprimono come abbiamo letto grazie all’inchiesta del Domani. Sono frasi irripetibili perché sono frasi chiaramente antisemite, frasi contro un popolo, parole che ricordano un’epoca oscura di questo paese, quella che abbiamo appena ricordato svelando la targa a Matteotti, quella delle leggi razziali, un’epoca di cui evidentemente molti in Fratelli d’Italia hanno nostalgia, come sappiamo anche da altre inchieste».