Politica
giovedì 10 Settembre, 2026
Centrodestra trentino, veto del Patt su Vannacci. Marchiori avverte: «Se la coalizione va più a destra, andremo da soli alle elezioni»
di Donatello Baldo
Nel centrodestra trentino si apre il confronto sul perimetro politico della coalizione
Sui divanetti della buvette del Consiglio provinciale sono seduti l’assessore e segretario del Patt Simone Marchiori con l’assessore iscritto al gruppo delle Stelle Alpine Mario Tonina. Più in là l’autonomista Walter Kaswalder che si rivolge così al collega consigliere leghista Mirko Bisesti: «Sono d’accordo con te, con il tuo post di commento al voto della Afd». Un post di felicitazioni per l’avanzata dell’ultra-destra in Sassonia-Anhalt, che sostiene come tra la Lega e il partito estremista tedesco ci siano affinità. È a quel punto che Tonina esplode, forse proprio perché ha orecchiato le parole di Kaswalder: «Marchiori, devi dire chiaro e tondo cosa pensi sull’Afd e su Vannacci». E più in generale, fa capire Tonina, della possibile virata a destra della coalizione. Perché questo sembra essere il punto: «Se la coalizione va ancor più a destra — dice allora Marchiori — è chiaro che il Patt se ne va un minuto dopo». Al capannello si avvicina la consigliera Eleonora Angeli, del gruppo Misto, eletta con il centrodestra ma su posizioni centriste, in avvicinamento a Noi moderati: «Cosa penso io? Io — ricorda — ero a Pietramurata a manifestare contro il raduno neonazista». E, maliziosamente: «Chiedete a quelli de La Civica cosa pensano». Sospetta che l’altra gamba dell’area dei civici-territoriali sia meno netta nel prendere le distanze dalla destra-destra. L’assessore Mattia Gottardi riduce il tema all’apertura o meno a Vannacci della coalizione trentina: «Non occorre andare a imbarcare altre forze stiamo bene come stiamo e siamo sufficienti». Sul trionfo dell’Afd si esprime invece Christian Girardi, anche lui de La Civica: «Dico solo che il voto dei cittadini va sempre rispettato. E se questo partito ha avuto successo è perché ha saputo interpretare un sentimento che forse è stato tradito da chi ha governato fin qui quella regione della Germania». La Civica, insomma, non sembra farne una questione di principio, come invece fanno gli autonomisti. Questione di principio, quella delle Stelle Alpine, apprezzata invece da Maria Bosin, esponente del Patt che non nasconde come «ogni tanto» si senta «in difficoltà per alcune posizioni ideologiche che già emergono in coalizione». Se si andasse ancora più a destra? «Non sarebbe più la mia coalizione». Per dare il quadro completo, c’è da registrare il ragionamento del vicepresidente della giunta Achille Spinelli: «Se la barra della coalizione si spostasse a destra non sarebbe mica solo il Patt a fare un passo indietro». E aggiunge: «Nella coalizione trentina c’è una parte che considera l’antifascismo un valore. Una parte importante, più di quello che si possa pensare. Quindi — continua Spinelli — non c’è spazio per chi guarda indietro, al passato, perché la politica deve guardare al futuro, al progresso, allo sviluppo. Idee che possono trovare forza soltanto all’interno di un’area moderata».
Fin qui la parte della maggioranza che cerca di porre un argine a destra, spaventata da una possibile deriva che, soprattutto in vista dell’apertura della campagna elettorale per le Politiche e subito dopo per le Provinciali, potrebbe spostare l’asse politico. Poi ci sono i realisti, che preferiscono non apparire: «Vannacci è un problema perché, se viene assorbito nel centrodestra attraverso un accordo di coalizione, fa perdere i consensi del centro. Ma se resta fuori porta via voti alla coalizione». Questo vale per le elezioni nazionali, perché ad oggi nessuno pensa possibile che a livello locale, alle elezioni provinciali, si possa allearsi con il generale e i suoi colonnelli sul territori (tra questi, in Trentino, Emilio Giuliana). Ma ci sono anche coloro che una svolta a destra la vedono di buon occhio, o che comunque criticano l’opposto, lo spostamento verso un centro contiguo alla sinistra. Se si chiede infatti a Bisesti o all’assessore Roberto Failoni cosa pensino della decisione del presidente Fugatti di inviare a Pietamurata alla manifestazione contro il raduno neonazista l’assessora Giulia Zanotelli, questi si limitano a un gelido «no comment», aggiungendo che «mai tra le bandiere rosse dei sindacati e della sinistra».
Sul perimetro valoriale, dunque, il centrodestra sembra alquanto diviso. Le posizioni sono diversificate tra i partiti che compongono la coalizione, ma anche tra la stessa Lega. E il Patt, con Marchiori, ha posto un aut aut. Se a livello nazionale Vannacci sarà della partita, a livello locale le Stelle Alpine non potranno che correre in solitaria. E se vincerà la parte della maggioranza che, avvicinandosi alle elezioni, alzerà i toni e riempirà i suoi slogan di riferimenti giudicati troppo «vannaccani», gli autonomisti si sentiranno sempre più autorizzati a ripensare al loro posizionamento. «Se succede — dice secco Marchiori — andremo da soli alle elezioni».
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