L'iniziativa
sabato 30 Agosto, 2025
Caccia al fringuello, l’appello del Wwf: «Decisione indifendibile: nessuno dovrebbe presentare domanda per questa deroga»
di Redazione
La sigla lancia una petizione: «Rischi per altre specie protette e inquinamento da piombo: è un incomprensibile regalo ai cacciatori. Autocertificazione? Una farsa»

Il caso della caccia al fringuello in Trentino, riaperta dopo 35 anni tramite una delibera della giunta provinciale duramente contestata dal Pd in consiglio, continua a far discutere.
L’ultimo intervento riguardo la decisione della Provincia arriva dalla sigla ambientalista Wwf, che parla di una scelta che «scardina ogni logica di tutela ambientale». La delibera prevede la possibilità di prelievo in deroga di un totale di 12.829 fringuelli: «Si tratta di una specie protetta da oltre 30 anni – si legge nella nota degli ambientalisti – Un gravissimo passo indietro sotto forma di un incomprensibile regalo a una parte del mondo venatorio, che mina la credibilità degli stessi cacciatori. Questa deroga è indifendibile, non solo eticamente, ma anche scientificamente».
Tre gli argomenti nello specifico riportati dal Wwf contro il permesso concesso dalla giunta provinciale: «La caccia al fringuello aumenta il rischio di abbattere involontariamente altre specie protette, trasformando un atto già grave in una potenziale strage indiscriminata – prosegue il comunicato – Senza dimenticare che ogni sparo disperde nell’ambiente pallini di piombo, metallo altamente tossico che avvelena suolo, acque e l’intera catena alimentare. E il monitoraggio delle uccisioni su un’autocertificazione è una farsa, che non può garantire in alcun modo il rispetto dei limiti imposti».
La sigla ha quindi lanciato una petizione online per chiedere la revoca del provvedimento: «Questa delibera è in definitiva un test di coerenza per il mondo venatorio, che dovrebbe per primo ripudiare in massa un provvedimento simile se vuole anche solo lontanamente auspicare di potersi definire “custode e gestore della natura” – conclude il Wwf – Per questo, non ci appelliamo solo a chi è contro la caccia, ma anche a quella parte del mondo venatorio che ha ancora a cuore la propria credibilità e il futuro della fauna. Auspichiamo che non un solo cacciatore presenti domanda per questa deroga, dimostrando con i fatti di essere dalla parte della natura, e non solo del grilletto facile».
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