La storia

lunedì 13 Luglio, 2026

Rovereto, in via Roma apre la «Pizzeria Volta». Il racconto dei titolari: «Dopo anni di fatiche coroniamo il sogno di un locale nostro»

di

Andrea Santus e la moglie Vladi hanno lavorato per molto tempo in affitto ad Avio

A Rovereto ci sono attività che chiudono e altre che invece aprono. È la storia della Pizzeria Volta, gestita da Andrea Santus, il titolare, insieme alla moglie Vladi, che nei giorni scorsi, dopo aver lasciato il Comune di Avio, ha aperto un nuovo locale in via Roma. Lui di origini sarde, lei invece della Repubblica Ceca. Si sono conosciuti in Vallagarina, dove Santus era arrivato appena ventenne e aveva iniziato a lavorare in fabbrica: «Facevo già il pizzaiolo in Sardegna e mi sono trasferito qui da ragazzo — racconta —. Ho iniziato a lavorare in fabbrica perché volevo provare un mestiere diverso, ma dopo un po’ ho cambiato idea e sono tornato nel campo della ristorazione. Ho lavorato tanti anni a Rovereto fino a che poi, ad un certo punto, ho avuto la possibilità di prendere in gestione la Pizzeria Cavazzani ad Avio, che abbiamo gestito per 12 anni in affitto. Mia moglie abitava ad Avio e io ad Ala e ci siamo conosciuti qui in Vallagarina».

Poi, un giorno, dopo anni di sacrifici e duro lavoro, all’età di 48 anni arriva l’opportunità di acquistare e aprire un locale proprio a Rovereto: «Era un sogno per me e penso lo sia per tutti coloro che fanno questo mestiere — racconta —. Aprire un locale proprio è stato molto bello, poi magari in certi momenti te ne penti (ride; ndr). Volevamo fare crescere qualcosa di nostro e così abbiamo scelto Rovereto e siamo contenti». E i primi giorni — racconta — sono andati bene «la gente c’era e al momento siamo felici di aver scelto questo posto».

Ad oggi sono diversi i collaboratori che lavorano nel locale, tra cui anche parte del personale che lavorava nel locale di Avio e che ha quindi scelto di seguire la coppia in questa nuova avventura. Personale che — come riferisce Santus — si fatica a trovare «per colpa di tutti, non solo dei lavoratori ma anche dei datori di lavoro». Tra gli esempi il titolare del locale porta quello della chiusura domenicale: «Noi la domenica siamo chiusi. C’è chi ha bambini piccoli e la domenica è l’unico giorno in cui può stare con loro. Abbiamo preso questa con la consapevolezza di rinunciare a qualcosa, ma così facendo favoriamo e valorizziamo i legami familiari. Io e mia moglie abbiamo una bambina e anche alcuni dipendenti hanno figli. È bello avere questo tempo libero perché si affronta la settimana in modo diverso, sia per noi che per i nostri collaboratori».

Rispetto al passato, invece, Santus ha notato diversi cambiamenti: «Quando sono arrivato la situazione era diversa, anche a livello economico — racconta —. Ricordo ai tempi lavoravano tutti, c’erano tantissime persone. Ora la situazione è leggermente cambiata e le persone stanno più attente a spendere i propri soldi. Si deve offrire un prodotto di qualità, la gente preferisce godersi l’esperienza».