Cronaca

sabato 10 Ottobre, 2026

Borgo Valsugana, anziana truffata dal falso carabiniere: consegna i gioielli e i ladri fuggono con migliaia di euro

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Un uomo al telefono l’ha convinta che l’auto fosse stata usata per una rapina e che fosse necessario verificare gli ori in casa. Un complice si è presentato alla porta e ha portato via tutti i gioielli. Indagano i carabinieri

Inutili tutti gli appelli. Inutili gli incontri informativi sul territorio organizzati da carabinieri, polizia e associazioni varie. Le truffe continuano, e a pagarne le conseguenze sono sempre i più fragili e i buoni di cuore. Molto spesso gli anziani sono le vittime preferite dei malintenzionati, soprattutto con raggiri come quelli del falso carabiniere. Nonostante l’allerta venga ripetuta in tutte le salse, le persone continuano a cascarci. Un caso eclatante è accaduto giovedì mattina a Borgo Valsugana ed è stato denunciato all’Arma.

Una donna ultra settantenne è stata ingannata con un sistema molto collaudato. Qualcuno, spacciandosi per un maresciallo dei carabinieri, ha chiamato al telefono fisso la donna. Ha risposto e subito è arrivata la doccia gelata. Il finto carabiniere le ha detto che la sua auto era stata usata per una rapina: «C’è stata una rapina … Abbiamo riconosciuta la sua macchina dalla targa. Dobbiamo verificare i gioielli che sono in casa», si è sentita dire l’anziana. La macchina della vittima si trovava nel cortile di casa. Quell’auto è un regalo destinato al nipote non appena farà l’esame della patente. La donna è caduta dalle nuvole. Il delinquente, evidentemente abituato, ha replicato accusando con tono inquisitorio l’anziana di essere magari complice del colpo. Il finto carabiniere ha poi aggiunto che gli inquirenti dell’Arma dovevano comunque verificare che i gioielli non provenissero dalla rapina. Quindi ha ordinato alla malcapitata con tono perentorio: «Prenda i gioielli e li metta sul tavolo». Una precauzione che i truffatori usano sempre per avere la certezza di non fare un viaggio a vuoto. La telefonata è durata un bel po’ di tempo: una tattica per sfinire la vittima e convincerla a cedere. Il truffatore ha anche chiesto di poter inviare un collaboratore a casa per controllare gli ori presenti, così da poterne escludere ogni responsabilità. Di lì a poco, alla porta della donna si è presentato un uomo che si è qualificato come collega del maresciallo. La vittima ha iniziato a nutrire qualche dubbio, ma il finto maresciallo al telefono è riuscito a distrarla, consentendo all’uomo entrato in casa di portarle via tutti i gioielli, per poi allontanarsi velocemente. È scappato con un bel malloppo, miglia di euro tra monili e gioielli. Alla donna non è rimasto altro che presentare una denuncia ai carabinieri della stazione di Borgo Valsugana. I militari hanno avviato un’attenta attività d’indagine per intercettare i truffatori.Inutili tutti gli appelli. Inutili gli incontri informativi sul territorio organizzati da carabinieri, polizia e associazioni varie. Le truffe continuano, e a pagarne le conseguenze sono sempre i più fragili e i buoni di cuore. Molto spesso gli anziani sono le vittime preferite dei malintenzionati, soprattutto con raggiri come quelli del falso carabiniere. Nonostante l’allerta venga ripetuta in tutte le salse, le persone continuano a cascarci. Un caso eclatante è accaduto giovedì mattina a Borgo Valsugana ed è stato denunciato all’Arma.

Una donna ultra settantenne è stata ingannata con un sistema molto collaudato. Qualcuno, spacciandosi per un maresciallo dei carabinieri, ha chiamato al telefono fisso la donna. Ha risposto e subito è arrivata la doccia gelata. Il finto carabiniere le ha detto che la sua auto era stata usata per una rapina: «C’è stata una rapina … Abbiamo riconosciuta la sua macchina dalla targa. Dobbiamo verificare i gioielli che sono in casa», si è sentita dire l’anziana. La macchina della vittima si trovava nel cortile di casa.

Quell’auto è un regalo destinato al nipote non appena farà l’esame della patente. La donna è caduta dalle nuvole. Il delinquente, evidentemente abituato, ha replicato accusando con tono inquisitorio l’anziana di essere magari complice del colpo. Il finto carabiniere ha poi aggiunto che gli inquirenti dell’Arma dovevano comunque verificare che i gioielli non provenissero dalla rapina. Quindi ha ordinato alla malcapitata con tono perentorio: «Prenda i gioielli e li metta sul tavolo». Una precauzione che i truffatori usano sempre per avere la certezza di non fare un viaggio a vuoto. La telefonata è durata un bel po’ di tempo: una tattica per sfinire la vittima e convincerla a cedere. Il truffatore ha anche chiesto di poter inviare un collaboratore a casa per controllare gli ori presenti, così da poterne escludere ogni responsabilità. Di lì a poco, alla porta della donna si è presentato un uomo che si è qualificato come collega del maresciallo. La vittima ha iniziato a nutrire qualche dubbio, ma il finto maresciallo al telefono è riuscito a distrarla, consentendo all’uomo entrato in casa di portarle via tutti i gioielli, per poi allontanarsi velocemente. È scappato con un bel malloppo, miglia di euro tra monili e gioielli. Alla donna non è rimasto altro che presentare una denuncia ai carabinieri della stazione di Borgo Valsugana. I militari hanno avviato un’attenta attività d’indagine per intercettare i truffatori.

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