Ambiente

domenica 17 Maggio, 2026

Bandiera nera al Comune di Sèn Jan di Fassa: criticato l’ampliamento extralarge del rifugio Buffaure

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Tre bandiere verdi e una nera che fa rumore. Questo il «bottino» del Trentino alle premiazioni di Legambiente tenutosi a Rovereto

Tre bandiere verdi e una nera che fa rumore. Questo il «bottino» del Trentino alle premiazioni di Legambiente tenutosi a Rovereto sabato. A spiegare il significato dell’iniziativa è stata Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente, che ha definito il summit «Una festa delle bandiere verdi», pensata per dare riconoscimento a realtà che spesso lavorano lontano dai riflettori ma che producono valore concreto nei territori montani. «La bandiera verde – ha spiegato Bonardo – viene assegnata dove si costruisce comunità, dove si creano aspetti positivi utili per la montagna. Le bandiere nere invece segnalano quelle situazioni che tolgono valore ai territori, consumano risorse e danneggiano la montagna».

Val di Fassa bocciata
Il poco prestigioso premio è stato assegnato dall’associazione ambientalista al Comune di Sèn Jan di Fassa per l’affaire del rifugio Buffaure, a cui è stato permesso un ampliamento extralarge. Nelle motivazioni Legambiente scrive che è stata assegnata la bandiera nera al Comune per «l’approvazione, in deroga alle norme urbanistiche, del progetto di demolizione e ricostruzione, con un aumento volumetrico del 450%, del rifugio escursionistico Buffaure». L’associazione sostiene che «il Consiglio comunale di Sèn Jan ha dato parere positivo alla deroga per il progetto che prevede un edificio che striderà pesantemente con la cornice paesaggistica: un enorme volume di quattro piani di altezza, con garage nel seminterrato, ristorante da 120 posti, una terrazza con 150 posti a sedere, spazi wellness, 5 suites con sauna privata e terrazza, oltre ad altre stanze per il personale e l’appartamento dei gestori». I lavori comporteranno inoltre «la demolizione di una baita, parte del patrimonio edilizio tradizionale montano, realizzato in tronchi di legno con l’antichissima tecnica del blockbau». Secondo Legambiente «la deroga deliberata dal consiglio comunale di Sèe Jan, non solo contempla due interventi in totale contrasto con le norme dello strumento urbanistico comunale ma ha anche come effetto quello di dimostrare, ancora una volta, come gli strumenti urbanistici comunali, per le stesse amministrazioni che li hanno adottati, non costituiscono dei “punti fermi” per il governo del proprio territorio, ma un fastidioso orpello da stravolgere ogni volta che la proprietà immobiliare lo chiede».

Le note liete
Tra le buone notizie ci sono invece i tre progetti premiati con la bandiera verde, un numero che mette il Trentino sul secondo gradino del podio. Oltre al corso sui domini collettivi dell’Università di Trento (vedi articolo sopra, ndr), sono stati premiati il progetto Bollait – Gente della lana di Barbara Pisetta e Giovanna Zanghellini e l’associazione Apival.
Bollati – Gente della lana è un progetto che «dà nuova vita alla lana del Lagorai creando una filiera etica e locale, unendo donne, pastori e artigiane in un progetto che cura territorio, tradizioni e futuro sostenibile». L’associazione Apival è stata premiata perché «oltre a promuovere metodi di apicoltura biologica, svolge attività di sensibilizzazione per il rispetto di tutti gli impollinatori e della biodiversità, e prosegue in un biomonitoraggio scientifico dei pollini».